Viterbo, 26 gennaio 2023 – Appello agli esercizi commerciali della città di Viterbo con almeno 50 anni di attività alle spalle, situate in locali storici con almeno 70 anni, ad aderire all’elenco aperto presso l’Amministrazione comunale per fregiarsi del titolo di Bottega storica. Un riconoscimento che non resterà solo sulla carta, ma darà la possibilità di usufruire di una campagna di marketing e di promozione che sarà messa in campo dal Comune stesso, e un insieme di altre agevolazioni che saranno meglio specificate con la successiva pubblicazione dell’avviso da parte della Regione Lazio. Il termine ultimo per presentare la
documentazione scade alle ore 23.59 del 9 febbraio. Stamattina la sindaca Frontini, insieme all’assessore allo Sviluppo Economico, Silvio Franco, e al direttore dell’azienda speciale della Camera di Commercio, Stefano Gasparra, hanno lanciato l’invito ad aderire con un’apposita conferenza stampa durante la quale hanno illustrato il progetto. “L’obiettivo è mettere a sistema il nostro patrimonio culturale, commerciale e identitario – ha detto la sindaca Frontini -. Valorizzare le botteghe che hanno contribuito a scrivere la storia della città e costituiscono il punto di riferimento nei rispettivi settori”. Il percorso era stato già avviato dalla precedente amministrazione comunale e alcune attività avevano già iniziato ad aderire. “Non è la prima volta che l’Amministrazione comunale prova a dare questo tipo di riconoscimento a negozi e attività che hanno una lunga vita e hanno animato la città di Viterbo – ha detto l’assessore Franco – purtroppo non si è mai arrivati in fondo a questo percorso perché mancava una cornice chiara che è stata data dalla legge regionale. Serviva sapere quali fossero gli elementi precisi che avrebbero configurato le attività economiche come botteghe storiche. Mancava, dunque, questa cornice entro cui capire se una determinata attività avesse o meno queste caratteristiche”. L’opportunità riguarda tutta la città: “Non ci limitiamo al centro storico – ha spiegato ancora Franco -. Da una prima ricognizione fatta in modo empirico, abbiamo visto che ci sono attività di questo tipo anche negli ex Comuni, penso alla Quercia e a Bagnaia“. Per il progetto sulle botteghe storiche: “La regione Lazio ha già stanziato i fondi – spiega ancora Franco -: 2 milioni e 400 mila euro. Non saranno dati direttamente alle botteghe storiche, ma ai singoli Comuni che presenteranno un progetto”. Chi otterrà il riconoscimento di bottega storica, usufruirà comunque di vantaggi, come l’attività promozionale messa in atto dallo stesso Comune e una serie di agevolazioni fiscali e altre forme di sostegno che saranno definite con la pubblicazione di un avviso da parte della Regione Lazio. Stefano Gasbarra direttore dell’azienda speciale della Camera di Commercio chiarisce meglio i dettagli: “La cornice nasce con la legge regionale numero 1 del 2022 a cui hanno fatto seguito due regolamenti, uno uscito ad agosto e l’altro a novembre. L’obiettivo è sensibilizzare i Comuni a valorizzare le loro attività storiche di carattere commerciale sotto tutti i punti di vista”. Ammesse tutte le categorie merceologiche. Si tratta di “Quelle attività storiche che, nonostante, quello che accade in questi anni, sono rimaste in trincea e devono essere in qualche modo valorizzate e portate all’attenzione della cittadinanza” – dice ancora Gasbarra che chiarisce i requisiti richiesti: “Essere collocate in locali storici con determinate caratteristiche architettoniche e con almeno 70 anni, ed avere una continuità di almeno 50 anni di anzianità“. Continuità che non cessa se c’è stato un cambio di gestione: “Non si può pensare che la stessa famiglia abbia portato avanti la stessa attività, ma è importante che ci sia stata una continuità dell’attività“. Raccolte le domande, “il Comune nominerà una piccola commissione per creare un censimento che sarà trasmesso alla Regione Lazio. Ci sarà la possibilità di integrare successivamente questo elenco. La Regione Lazio farà una graduatoria e finanzierà laddove i Comuni avranno questo contributo, una parte sarà destinata a marketing e un’altra a sostegno delle attività”.
