Damiano Amatore: “Turisti sbalorditi per il motore umano di Dies Natalis”.”.
Viterbo, 26 agosto 2025 – Dies Natalis, anche ferma, ha lasciato a bocca aperta quanti l’hanno vista, soprattutto per la prima volta e ancora di più chi non la conosceva e ha avuto modo di sapere cosa sia il Trasporto di Santa Rosa. Molti i turisti che hanno visitato il cantiere di San Sisto in questi 45 giorni che la macchina è rimasta in esposizione. A riferirlo è anche il responsabile di cantiere e direttore tecnico Damiano Amatore: “Sono venuti molti turisti. Molti non conoscevano l’evento, tanto che sentire parlare di Macchina, una volta giunti qui, ha fatto pensare loro che ci fosse un motore meccanico o delle ruote ed altre cose astruse, ma quando abbiamo spiegato loro che il motore era umano, sono rimasti veramente impressionati”, dice. I facchini che portano sulle spalle la macchina sono “113 nei momenti di massima portata e si riducono a 91 nelle zone più strette come via Roma dove vengono tolte le leve aggiuntive laterali”, spiega Amatore, informando anche che “da domenica siamo tornati un cantiere vero e proprio per portare a termine le operazioni programmate e necessarie prima del trasporto”. In questi circa 45 giorni, infatti, l’area è stata aperta al pubblico, anche se si è trattato di “visite controllate e con dei limiti, sono potuti arrivare a un certo numero di metri dalla macchina che ha consentito comunque loro di vederla da vicino“, dice il direttore di cantiere. Orario delle visite “dalle 9 alle 18:30”, poi le transenne si chiudevano per tutti e restava la vigilanza tutta la notte. Insomma la Macchina non è mai rimasta sola. La preoccupazione maggiore in questi 45 giorni di esposizione, però, è rimasta sempre il meteo: “Fino ad oggi”, dice Amatore, “è andato tutto bene, anche in occasione del violento temporale di qualche giorno fa. Da qualche anno il ponteggio, dalle mura in su, non viene ricoperto con i teli per evitare l’effetto vela e consentire al vento di circolare liberamente”. Da domenica il cantiere è tornato a lavorare a pieno ritmo in vista dell’oramai imminente 3 settembre: “Abbiamo iniziato con varie pulizie della stessa macchina”, dice Amatore, “realizzeremo delle rifiniture, ricontrolleremo tutta la bulloneria per l’assoluta certezza che tutti i tronconi siano perfettamente aderenti e controlleremo anche tutta la parte impiantistica”, spiega il responsabile di cantiere. L’ideatore, Raffaele Ascenzi, ha leggermente modificato l’illuminazione, più chiara internamente per dare più risalto all’ascesa della Santa. La Macchina, insomma, dal punto di vista dei preparativi, già è in piena corsa, per arrivare puntuale e con tutte le carte a posto, alla pesata del 2 settembre. Precisi sono anche i numeri di Dies Natalis, “fissati dal bando”, ricorda il direttore tecnico: “28 metri di altezza, 50 quintali di peso”. Due punti fermi, da cui non ci si può discostare, anche se la macchina dà l’impressione di essere più grande per lo sviluppo verticale che si mantiene largo e non si assottiglia a spirale come le altre. Il peso, però, è sempre quello, assicura Amatore, semmai si è spostato dalla struttura interna, il traliccio, a quella esterna dell’allegorico, molto più ricco rispetto alle altre macchine. Il traliccio “è in alluminio, meno pesante rispetto all’acciaio utilizzato prima, ma ugualmente stabile e sicuro”, precisa Amatore. L’esterno della macchina e l’allegorico è di “polistirolo trattato con poliurea che lo indurisce e irrobustisce in maniera molto forte. La parte più grigia è stata decorata con l’anticatura e nella zona delle statue e delle allegorie a foglia d’argento”, conclude il direttore tecnico.
Tiziana Mancinelli.