Nazionale, 10 aprile – Esplode la bagarre via social tra maggioranza e opposizione in un batti e ribatti che si consuma tra l’Italia e l’Europa. I politici di casa alzano la voce contro il pacchetto di misure al centro dell’accordo dell’Eurogruppo che si è concluso ieri sera, in cui figura anche il MES. Su questo punto partono gli strali di Matteo Salvini e Gorgia Meloni. Gli ribatte l’eurodeputato dei Cinque Stelle Fabio Massimo Castaldo: «L’Italia non ha attivato il Mes – dice in un diretta Facebook notturna -. Non è entrata all’interno del Mes, chi dice il contrario, e cioè che il nostro paese ha attivato la linea di credito per accedere al Mes, è un bugiardo. Quello che stanno scrivendo Salvini e Meloni nelle loro pagine social sono totali falsità, e ne dovranno rispondere. Abbiamo sempre aspramente criticato il Mes – prosegue Castaldo – e continueremo farlo. È un accordo siglato nel 2011 ed entrato in vigore nel 2012, il famoso fondo salvasti, costruito su un piatto di condizionalità lacrime e sangue», dice Castaldo prima di spiegare ciò che, a suo dire, è avvenuto ieri sera: «Si è tenuto l’Eurogruppo tra i ministri di Economia e finanza dei paesi europei e hanno redatto delle conclusioni che sono una bozza di misure da adottare che andrà al vaglio di un altro organo che è il consiglio europeo, dove siedono i capi di Stato e di governo di altri Paesi, per l’Italia ci sarà Giuseppe Conte». Ma cosa prevede il pacchetto varato ieri sera dall’Eurogruppo? Secondo Castaldo il Mes c’è, ma sarà facoltativo. «Nel pacchetto ci sono 4 strumenti – spiega – un nuovo piano per la BEI (Banca di investimenti europea), di 200 miliardi per facilitare l’accesso di piccole-medio imprese, il nuovo fondo SURE di 100 miliardi, che in parte, noi del Cinque Stelle, abbiamo anche criticato. È un fondo creato per intervenire e sostenere ad esempio, nel nostro caso, la cassa integrazione e la lotta alla disoccupazione. C’è poi l’ulteriore strumento, molto importante, che è il Recovery fund di circa 500 miliardi che servirà a finanziare un grande piano di investimento». E, infine, arriva il Mes: «Rispetto al Mes – dice Castaldo – già attualmente in vigore, esisterà una nuova linea agevolata con minori condizionalità, quasi nulle, per quegli Stati che vorranno utilizzarlo. È uno strumento facoltativo che non prevede alcun tipo di obbligo per l’Italia di accedervi per poter utilizzare gli altri strumenti del pacchetto. Per gli Stati che vorranno accedere al Mes c’è una linea di credito più agevolata con minori condizioni, ma a noi non interessa. Non vogliamo che l’Italia lo attivi. Gli altri Stati facciano quello che vogliono, noi lo smantelleremo. Non diciamo le solite menzogne di Salvini e Meloni: essendo un trattato che non prevede una clausola di recesso bisogna avere l’accordo di tutte le parti per chiuderlo».