Home Attualità Centrodestra: “Addio sicurezza in città con l’amministrazione Michelini”. Marini, Contardo, De Rubeis al giardino del Pilastro

Centrodestra: “Addio sicurezza in città con l’amministrazione Michelini”. Marini, Contardo, De Rubeis al giardino del Pilastro

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Con questo centrosinistra, ormai la sicurezza non c’è più. L’amministrazione Michelini ha abbandonato questo tema”. Lo hanno dichiarato gli esponenti di centrodestra Enrico Contardo (coordinatore comunale Lega Viterbo- Noi con Salvini), Giulio Marini (capogruppo al comune di Viterbo di Forza Italia), Alessia de Rubeis (Portavoce comunale di Unione della Tuscia) impegnati in questi giorni in un sopralluogo nel giardino del Pilastro che avrebbe preso il posto di Prato Giardino nell’attività di spaccio di droga.

“Il giro di droga da Prato Giardino si starebbe spostando ad altri luoghi della città, tra cui il giardino del Pilastro – dice Contardo direttamente sul posto – Purtroppo non possiamo nemmeno più parlare di aree verdi, tanto sono degradate. Su alcune zone il Comune non interviene più da anni con potature, sistemazione dei giochi – prosegue Contardo –  è ovvio, poi, che il degrado comporta l’abbandono dell’area da parte dei cittadini e l’insediamento di persone poco raccomandabili”. Accanto a Contardo, nel piccolo giardino del Pilastro c’è anche Marini: “L’ultimo intervento di manutenzione straordinaria in questo parco pubblico fu fatto circa 20 anni fa. Ci sarebbe necessità di farne un altro. Il fatto, poi, che possa diventare il luogo di incontro di personaggi dediti ad attività illegali, rende la situazione sicurezza veramente allarmante. Purtroppo, ormai, tutti i luoghi pubblici si trovano in queste condizioni. Non dimentichiamo lo scippo di qualche giorno in via del Bottalone che ha visto vittima una signora che rientrava a casa. Ormai l’assenza di sicurezza si avverte in ogni punto della città”. Alessia de Rubeis, anche lei presente al sopralluogo, ripropone la soluzione pensata per Prato Giardino e fondata, praticamente, su attività tese a riportare le persone a vivere questi luoghi in un certo senso dimenticati. “Ripristinando condizioni di fruibilità in questi angoli verdi, sarebbe poi facile incoraggiare le persone a frequentarli. Solo con la presenza riusciremo a riappropriarci del nostro suolo e della nostra città”, dice. Insieme al gruppo anche Roberto Zappetta, istruttore di arti marziali: “Ho proposto di organizzare dei piccoli corsi gratuiti a Prato Giardino in primavera per apprendere qualche importante nozione che può risultare utile in casi come quello della signora scippata per esempio”. Riprende il discorso Marini: “Nel 2008 affidammo al professor Mattioli, viterbese, docente all’università di Roma l’incarico di redigere un progetto denominato “Vedetta civica” finalizzato a capire cosa succedeva e perché su tutte le aree urbane. Abbiamo installato una serie di telecamere a cui sarebbero seguiti altri interventi, purtroppo, poi, c’è stato il cambio di amministrazione ed è caduto tutto nel vuoto. Le prime telecamere furono messe nel centro storico, poi al Bullicame, a Valle Faul e in altre zone. L’emergenza, oramai, è su tutta la città. Andrebbe assicurato un monitoraggio costante con la presenza di uomini sui luoghi: vigili, polizia, carabinieri, associazioni e cittadini. In questi anni di governo Michelini la sicurezza è stata abbandonata, il tessuto sociale, a causa delle politiche sull’immigrazione sta cambiando.  Da diversi anni ormai assistiamo a immissioni di persone con tradizioni e culture diverse, che venendo qui non hanno trovato quello che si aspettavano: una vita diversa, delle prospettive. Hanno trovato solo un paese in ginocchio a causa della crisi economica. Nel malessere italiano si è inserito anche quello dei migranti che risiedono provvisoriamente qui”, prosegue Marini. Secondo l’ex sindaco il comune di Viterbo non è riuscito a integrare queste persone nel tessuto lavorativo perché “non è possibile farlo. La normativa – spiega Marini – non permette di lavorare a immigrati che non hanno un permesso di residenza”. Bacchetta la politica sull’immigrazione anche Alessia de Rubeis: “Questa non è accoglienza e nessun essere umano dovrebbe essere posto in queste condizioni, alla ricerca giornaliera della sopravvivenza”. Secondo il centrodestra oramai non ci sarebbe più nessun controllo sui numeri dei richiedenti asilo presenti nella Tuscia. “La procedura è in mano alla Prefettura e il Comune non si è mai fatto vivo nei confronti di essa. Credo che il Comune abbia la responsabilità di una mancanza di attenzione verso lo sviluppo dell’immigrazione in città”.

 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.