Home Attualità Centrodestra unito per il ‘no’ alla riforma costituzionale: un attacco pericolosissimo alla democrazia

Centrodestra unito per il ‘no’ alla riforma costituzionale: un attacco pericolosissimo alla democrazia

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Si presentano e sono tantissimi. Sono i protagonisti del comitato per il No di centrodestra, che ha incontrato la stampa stamattina, giovedì 28 luglio 2016. Partiti, associazioni, movimenti, semplici cittadini. Ma soprattutto: il centrodestra, per la prima volta, di nuovo riunito intorno a un grande tavolo per far vincere il “no” al referendum sulla riforma costituzionale firmata Matteo Renzi. Quel no che dovrebbe dare una spallata all’attuale premier.  Modera Enrico Contardo di “Noi con Salvini”. “Siamo tantissimi – dice Contardo – oltre al centrodestra il comitato ha raccolto l’adesione di movimenti, associazioni e altre rappresentanze della società civile”. Presenti stamattina, oltre agli esponenti delle varie realtà politiche e civili coinvolte, anche diversi consiglieri comunali tra cui Luigi Maria Buzzi, Gianluca Grancini, Francesco Moltoni. Renzo Poleggi de “La mia Tuscia”.\r\n\r\nFratelli d’Italia. Apre il giro tavola e inizia a “cucinare” Renzi con le sue riforme, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Giuseppe Peruzzi: “pensiamo che la Costituzione debba essere riformata, ma non in questo modo – dice -. Senza la partecipazione delle forze di opposizione, innanzitutto. Con una forma ricattatoria che ha fatto dire a Renzi ‘o votate sì o si va a casa’. Se si decide di riformare la principale carta dei diritti e delle regole di un paese, ogni cittadino deve essere rappresentato, attraverso il coinvolgimento di tutte le forze politiche. Questa è la prima critica che facciamo. La seconda riguarda i contenuti. È una riforma estremamente nebulosa. Il Senato non si capisce cosa diventerà. I percorsi legislativi sono estremamente tortuosi e contorti. Un altro grande errore è stato quello di mischiare la riforma costituzionale con la legge elettorale che è folle. Comanderà chi avrà una manciata di voti nel paese. Fratelli d’Italia si schiera per il no.\r\n\r\nFondazione. Esprime un parere personale e poi politico, Paolo Barbieri, di Fondazione: “Renzi è riuscito a prendere il potere senza elezioni”, commenta, prima di esprimere la posizione della sua compagine politica: “Come Fondazione diciamo un deciso e irremovibile ‘No’ a questa riforma”.\r\n\r\nNoi con Salvini. “Oggi da questo tavolo parte un segnale nuovo, il centrodestra torna ad essere nuovamente unito e compatto come lo era stato in passato”, commenta Umberto Fusco, coordinatore regionale di Noi con Salvini. “Votiamo ‘No’ al referendum sulla riforma costituzionale e mandiamo a casa Renzi una volta per tutte”.\r\n\r\nForza Italia. “Una riforma da bocciare senza esitazione”, commenta Giovanni Arena, coordinatore comunale di Forza Italia di Viterbo, “il capo del partito sarà anche il capo del governo. Praticamente un monarca del paese, senza alcun contrappeso. Ringrazio i consiglieri comunali di Forza Italia – prosegue Arena – per il lavoro instancabile che stanno facendo in consiglio comunale. Sono certo che tra poco più di un anno riconquisteremo la città. Abbiamo ben governato. Ci siamo dimenticati troppo presto delle opere partite con la giunta Marini e che ancora non riescono a vedere una conclusione con l’amministrazione Michelini a causa dei continui ritardi. Dovevano essere già realizzate da tempo. Ma così non è stato”.\r\n\r\nConservatori e Riformisti. “Quando il centrodestra è unito vince”, commenta invece il coordinatore provinciale di Conservatorie e Riformisti, Ottavio Raggi, “L’elettorato vuole vederci uniti”, prosegue, prima di esprimere la posizione politica antiriforma, “ci sono otto pagine di norme transitorie. L’art. 70 è illeggibile. Una riforma pasticciata, senza capo né coda. Ma soprattutto, e questo è gravissimo, si tratta di una riforma della Costituzione che nasce con un procedimento anticostituzionale, partorita da un Parlamento eletto con una riforma elettorale dichiarata anticostituzionale. Come se non bastasse Matteo Renzi ha legato a questa riforma la sua sopravvivenza. Mi auguro che mantenga le promesse e in caso di vittoria del ‘no’ se ne vada a casa”.\r\n\r\nItalia Unica. “Siamo tutti uniti in un’unica trincea” commenta il rappresentante di Italia Nuova, Paolo Emilio De Santis, “non era questo il momento di riformare la Costituzione. Stiamo vivendo una profonda lacerazione economica, storica e sociale”.\r\n\r\nGiulio Marini (FI). “Parlo dalla mia passata esperienza nei rami del Parlamento e in vari livelli istituzionali locali”, esordisce Giulio Marini (FI), “se passasse la riforma creeremo il deserto nei territori che non avranno più nessuna rappresentanza. A mio avviso anche le province andavano mantenute e rafforzate. Bisognava eliminare altri livelli istituzionali. Nel 2011 con sentenza della Corte Costituzionale fu dichiarata l’incompatibilità tra la carica di senatore e quella di sindaco – ricorda Marini all’epoca sindaco di Viterbo e senatore – oggi la riforma stabilisce che alcuni sindaci andranno a far parte del Senato. Assurdo. Invito a votare no al referendum”.\r\n\r\nFabrizio Fortini. Presidente del Comitato. L’intervento squisitamente tecnico spetta a Fabrizio Fortini presidente del Comitato per il No che scandisce a chiare lettere il grande pericolo di questa riforma: “chiunque, con una manciata di voti, potrà prendere il totale controllo del paese. Nel dopoguerra – spiega – nonostante le divergenze politiche profonde del tempo, si riuscì a formare un organo costituente completamente rappresentativo di tutte le voci in campo. La Costituzione che ne uscì fuori prevedeva, accanto a tutta una serie di valori fondamentali, anche un sistema di pesi e contropesi, cosa che avviene in tutti i sistemi, anche in presenza di regimi presidenziali. Nella riforma di Renzi questi pesi e contro pesi vengono cancellati. E questo è pericolosissimo. Oggi pensiamo che potrebbe andare al potere Renzi, Grillo o Berlusconi. Ma domani chi potrebbe avvalersi di questa riforma elettorale? Chiunque con una manciata di voti diventerebbe il “padrone” del paese. Una prospettiva allarmante anche per il pericolo di aprire la strada a gruppi criminosi o portatori di interessi esteri. La scusa della riduzione dei costi non regge. Il Senato continuerà ad avere lo stesso costo di funzionamento, perdendo l’utilità che ha ora, diventando un semplice organo consultivo. L’unica decisione saggia è quella di ritirare questa riforma e intraprendere un percorso di cambiamento condiviso che si ispiri ai criteri più consoni”, dice Fortini, introducendo l’altro aspetto poco rassicurante che si potrebbe nascondere dietro la foga riformatrice di Matteo Renzi e cioè costruire un’impalcatura di norme che possa consentirgli di realizzare una “monocrazia”, qualora riuscisse a conquistare alle prossime elezioni politiche quella manciatella di voti necessaria a usufruire di un premio di maggioranza così grande da attribuirgli quel potere che, nella riforma da lui proposta, è più simile a quello di un monarca che di un rappresentante del popolo.\r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\nComitato per il No Centrodestra Viterbo\r\n\r\nFortini Fabrizio presidente\r\n\r\nRocco Bruno\r\n\r\nAlessandra Mocini,\r\n\r\nMaria Consilia Pompei,\r\n\r\nRoberto Alabiso,\r\n\r\nAntonio Russo,\r\n\r\nGiulio Febbraro\r\n\r\nPaolo Barbieri,\r\n\r\nRoberto Talotta,\r\n\r\nRoberto Innocenzi\r\n\r\nMario Lega\r\n\r\nLuciano  Sestili\r\n\r\nDaniela Anetrini\r\n\r\nCarlo Maria D’Angelo\r\n\r\nGuerrino Pesciaroli\r\n\r\nCerci Valerio\r\n\r\nMoschetti Alessandro\r\n\r\nAngeli Fabio\r\n\r\nBaffo Fiorenzo\r\n\r\nBevilacqua Pietro\r\n\r\nBartoletti Giovanni\r\n\r\nScardozzi Antonio\r\n\r\nPaolo Emilio De Santis\r\n\r\nSerafino Beretta\r\n\r\nMauro Giorni\r\n\r\nAlessandro Patanè\r\n\r\nEleonora Peracchini\r\n\r\nPiero Moretti

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.