Home Cronaca Cittadini contro il Mes: «Una fregatura, una trappola» e la politica: «Sempre a litigare».

Cittadini contro il Mes: «Una fregatura, una trappola» e la politica: «Sempre a litigare».

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Viterbo 8 maggio 2020 – Il Mes: «una fregatura, una trappola, uno strozzinaggio». Non tutti sanno cos’è, ma chi si è fatto un’idea, la riassume con queste parole. Il fondo salva stati che sta monopolizzando il dibattito di questi giorni si è fatto una brutta fama tra gli italiani. Anche la politica in questo momento storico non trova parecchi sostenitori, né a destra, né a sinistra. «Stanno sempre a litigare», è questa la frase che ricorre più spesso sulla bocca dei cittadini intervistati giovedì 7 maggio nel centro cittadino di Viterbo. Una signora con la mascherina passa davanti al fornaio a piazza Fontana Grande: «Stanno sempre a litigare, se uno fa bene, quell’altro dice che fa male e viceversa. Non so cosa sia il Mes – dice -. Non ho un’opinione sulle misure economiche del governo perché non li seguo». Un giovane uomo fa la fila di fronte alla porta dello stesso fornaio: «Il Mes? No, non so cosa sia. Sì ne ho sentito parlare. Non mi sono fatto un’idea, perché tanto non influirebbe su chi deve prendere queste decisioni  – dice -. La cosa non mi tocca, stanno litigando tra di loro, o danno i soldi a me, o a te, non li hanno per accontentare tutti. A me non hanno dato mille lire. Non ho preso niente. Non mi danno fiducia, né da una parte, né dall’altra. Li schifo da entrambe le parti». Un altro ragazzo entra nel negozio di un fotografo. «No il Mes non so cosa sia e non ne ho sentito mai parlare». Sulle misure economiche del governo esclama: «Lasciamo perdere che è meglio. Faremo una finaccia tutti». Il fotografo proprietario del negozio sa invece cos’è il Mes: «Sì, so cos’è. Un fondo che aspetterebbe alle persone in difficoltà (il Mes proposto dall’Eurogruppo dovrebbe finanziare  le spese sanitarie ndr). Io sono pensionato – dice – vorrei dire allo Stato che prendo 800 euro al mese e pago anche l’Inps perché ho questo negozio. Ma a me  i 600 euro non li ha dati. Allora perché caro Stato mi fai pagar l’Inps? Tu dovresti capire Stato – dice con veemenza – che sei poco serio. Perché se  anche sono pensionato, ma ho un negozio che è stato chiuso 48 giorni e pago l’Inps, mi spettano i 60o euro. Ha capito Stato? Arrivederci». Lungo via Cavour cammina una coppia. Lui dice di conoscere il MES: «Sì, è il fondo salva stati con cui i Paesi si indebitano con interessi da strozzinaggio. Non sono d’accordo a utilizzarlo. Non è un vantaggio per la popolazione, ma solo per le banche. Se ci sono soldi europei dovremmo prenderli senza interessi, e senza condizioni. Lo Stato, però, potrebbe emettere anche titoli italiani di debito e recuperare un po’ di sovranità». Dalla parte opposta della strada una ragazza porta a spasso il cane: «Non ho mai sentito nominare il Mes, seguo solo le notizie sul coronavirus. So che dal 4 maggio c’è stato un allentamento delle misure di lockdown, sono contenta ci siano ancora delle restrizioni, la gente si sta già approfittando, troppe persone in giro».Un uomo sotto i portici di Palazzo dei Priori armeggia con il proprio telefono: «Il Mes? Sì che so cos’è. Una fregatura. Non sono sono soldi schietti, faremo la fine della Grecia, così dicono quelli che capiscono di più». Ma l’argomento che sta più a cuore all’uomo sono le mascherine. «Le mascherine non sono in vendita 50 centesimi.  Io ho girato ovunque e non le ho trovate. Blaterano, blaterano, blaterano. Non se ne può più. Se metti la legge, devi mettere anche l’aiuto, sennò la legge la faccio da solo. Le mascherine le ho trovate, ma a sette, otto nove centesimi».  Sulle misure economiche del governo l’uomo risponde piuttosto infuriato verso la politica: «Se non rispondo va bene?» Che il Mes sia una fregatura lo pensa pure un uomo che,  con il proprio cane, si dirige verso via Roma: «Non sono d’accoro al Mes. È una doppia trappola. Noi diamo i soldi e poi ce lo mettono  lì. È uno strozzinaggio faremo la fine della Grecia. Chi ha i soldi comprerà mezza Italia. Noi paghiamo, paghiamo, paghiamo, e poi non ce la faremo più e finiremo come la Grecia». D’accordo a qualsiasi risorsa europea un uomo anziano che passeggia a piazza delle Erbe. Mentre un ragazzo che sta facendo delle consegne ha un’altra idea: «Dipende, come sono fatti questi soldi, se dobbiamo restituirli e diventa un altro debito con la Germania e altri paesi non sono d’accordo al Mes. Se sono soldi a fondo perduto sono d’accordo, ma a fare ulteriori debiti no. Noi abbiamo sempre aiutato in Europa, ora tocca a loro aiutare noi». Un uomo passa davanti alla banca al Corso: «Con il Mes ci stanno fregando. Meglio che sto zitto. Dobbiamo stampare moneta e azzerare i debiti come noi li abbiamo azzerati agli altri. I soldi non ci stanno. Se chiudiamo tutto moriamo di fame, se apriamo tutto moriamo di virus». Sulla gestione della pandemia da parte del governo dice: «Chiunque si sarebbe trovato male. Indipendentemente dal colore». Stessa idea ce l’ha una donna che attraversa piazza Verdi: «Ci sono tante critiche, ma tutti si sarebbero trovati male a gestire questa emergenza». Sul Mes dice: «Le cose sono poco chiare sia a destra, sia a sinistra». Per quanto riguarda la politica dice: «Non conta nulla, sono solo delle pedine. Ci governa la mafia». Favorevole al Mes e alla Troika un uomo che esce da un negozio del Corso: «I soldi non ce li regala nessuno. Il Mes senza condizioni non esiste, perché bisognerebbe cambiare i trattati europei. I soldi servono, anche se 36 miliardi sono pochi. Vuol dire che impareremo a controllare i conti, troika o no. L’importante è dare subito liquidità alle imprese a fondo perduto».

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmail.com

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.