Santa Rosa, alcuni facchini porteranno i “Gigli” di Nola.
Viterbo – Si fa sempre più “stretta” la rete delle macchine a spalla. Tanto che i facchini di santa Rosa la prossima domenica, 30 giugno, saranno a Nola per il trasporto dei famosi “Gigli”. Nola, infatti, insieme a Viterbo e a Sassari, fa parte della rete delle macchine a spalla, che ha ottenuto il riconoscimento Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. “Invaderemo la città con i nostri colori – dice il presidente del Sodalizio dei Facchini, Massimo Mecarini – Partiremo con il pullman alle sei di mattina e torneremo a mezzanotte. Saremo circa una settantina“. Ma la vera sorpresa sarà che: “Circa una ventina, trenta, facchini porteranno i Gigli. Purtroppo, però, noi non potremo ricambiare – dice Mecarini – le modalità di trasporto sono diverse e per la macchina di santa Rosa bisogna affrontare una prova di portata”. Test che per i facchini della macchina di santa Rosa si è concluso proprio in questi giorni. “Le prove sono andate bene – dice Mecarini – qualcuno ha barcollato. Il tempo passa, e per alcuni bisogna anche fare conti con l’età“. Questo per quanto riguarda i facchini già membri del sodalizio. Degli aspiranti Mecarini dice: “Sono andati tutti bene, sarà difficile scegliere. Quest’anno si sono presentati in 38 a chiedere di diventare facchini. Dopo la prova di recupero, a fine luglio, alla quale parteciperanno coloro che in questi giorni non l’hanno potuta sostenere per motivi loro personali, decideremo se e quanti nuovi facchini prendere“. Sulle motivazioni che spingono a indossare la divisa bianca e rossa Mecarini dice: “Sono un misto tra fede, fierezza e tradizione. E poi il Trasporto è sicuramente la più importante componente della viterbesità. Essere facchino è un po’ il sogno di tutti. Tra gli aspiranti ci sono molti “figli di …”, “fratelli di…” “nipoti di…”. Il trasporto non è semplicemente una tradizione cittadina, ma diventa anche un “patto” con Rosa anche familiare. “Ci sono anche molti ragazzi che provengono dal mondo delle mini macchine e desiderano continuare a indossare la divisa“, spiega Mecarini. Per quanto riguarda le “macchine a spalla”, invece, presto potrebbe esserci una new wnry: “Gubbio – dice – sta facendo nuovamente l’iter per ottenere il riconoscimento Unesco, ma stavolta non da sola, come ha già fatto, senza successo, bensì entrando nella rete con noi. Ne siamo felici, e questo spazza via una certa irritazione che all’epoca la decisione di Gubbio di affrontare l’iter per conto proprio, ci aveva causato. Ma ora è importante che anche una realtà significativa come i ceri di Gubbio possa entrare nella rete delle macchine a spalla”.
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