Viterbo, 10 giugno 2022 – «Sono a disposizione della Viterbese, per quello che posso fare. Le norme fatte lo scorso anno, mi impediscono di acquisire società anche in serie C. Non posso, quindi, entrare direttamente in società, ma posso collaborare attraverso l’apporto di giocatori e altre situazioni che possano far crescere la Viterbese. L’ho già fatto in passato, ma bisogna creare un interlocutore che abbia connotazioni di passione e risorse per portarla avanti». Lo dice Claudio Lotito, presidente della Lazio, arrivato a Viterbo per partecipare alla festa dei 10 anni di Fondazione di Gianmaria Santucci. «Sono a disposizione per la Viterbese – dice – per trovare tutte le forme di collaborazione nel rispetto delle norme». «Ho uno stretto legame con Viterbo – prosegue – anche la precedente società è stata molto vicino alla mia e l’ho aiutata con diversi giocatori». Lotito parla poi del calcio italiano e di cosa significhi fare il presidente di una società calcistica: «Comporta serie responsabilità – dice – non solo economiche, ma anche di carattere passionale. Non sono solo il proprietario di una società, ma il custode di un patrimonio storico sportivo di passioni che fanno parte di tutta la collettività, e ho l’obbligo di preservarle e tramandarle. Chi prende una società sportiva deve essere un presidente tifoso e non un tifoso presidente, deve partecipare con passione alla vita collettiva della propria squadra, ma lo deve fare da imprenditore. Viterbo è stata sempre non al centro del sistema calcistico, forse è un po’ decentrata nonostante abbia caratteristiche indimenticabili di natura culturale, termale, gastronomica, ambientale. Viterbo ha però le caratteristiche per crescere nel sistema calcistico, ma ci vuole un progetto responsabile di persone che abbiano capacità non solo economiche, ma anche una visione strategica e diversi obiettivi», conclude Lotito.