Viterbo, 13 aprile 2021 – Avrebbe rotto una bottiglia di vetro sulla nuca della compagna, schiaffeggiandola, per futili motivi, dopo aver consumato bevande alcoliche durante la cena. L’uomo, “un italiano di 46 anni, con obbligo di dimora è stato tratto in arresto nei giorni scorsi dagli uomini della Polizia di Stato della Squadra Volante della Questura di Viterbo impiegati nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio”. In una nota stampa la questura ricostruisce l’accaduto: «A seguito di una segnalazione di urla da parte di una donna, gli equipaggi dell’U.P.G. e S.P., nella tarda serata, si sono recati nei pressi di un’abitazione del centro storico e, individuato lo stabile dal quale erano provenute le grida, sono entrati all’interno dello stesso dove hanno sentito toni minacciosi e grida di aiuto. Giunti al piano interessato, hanno rilevato la presenza di un uomo sulla porta di casa, in forte stato di agitazione e con forte alito vinoso, mentre sulle scale soprastanti vi era una donna in lacrime con alcune persone che la assistevano”. La donna avrebbe riferito agli agenti ” di una lite tra i due, iniziata al momento della cena quando il compagno, dopo aver consumato bevande alcoliche, per futili motivi l’ha colpita alla nuca con una bottiglia di vetro, schiaffeggiandola più volte. A questo punto la donna è uscita di casa, rifugiandosi sulle scale, chiedendo poi aiuto ai condomini. La donna, dopo il primo intervento del personale del 118, è ricorsa alle cure mediche presso l’ospedale di Viterbo, dove è stata dimessa con prognosi di giorni 8″.
L’uomo, con precedenti specifici, condotto in Questura, al termine degli accertamenti di rito veniva tratto in arresto per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia e, a seguito del giudizio per direttissima, il giudice convalidava la misura restrittiva, ripristinava l’obbligo di dimora con allontanamento dalla casa famigliare e divieto di avvicinamento alla compagna.
In data 12 aprile, poi, l’uomo è stato sottoposto dal Questore alla misura di prevenzione dell’Ammonimento, finalizzata a dissuaderlo dal compiere ulteriori azioni persecutorie.