Nazionale, 13 aprile 2021 – Maggio sarà il mese delle riaperture. Gli scenari futuri sono certamente appesi all’andamento della pandemia e dei relativi contagi, ma prevedendo realisticamente che verso la metà del prossimo mese il 75% delle categorie a rischio, ossia gli over 70, abbia ricevuto almeno la prima dose, è ipotizzabile un ritorno alla normalità. Si comincia ad accarezzare anche l’ipotesi di poter tornare a cena fuori, con i ristoranti che potrebbero prolungare l’orario di apertura in fascia serale. Gli obiettivi da raggiungere, affinché gli italiani possano riprendersi la propria vita sociale, sarebbero due: consolidare l’indice di trasmissione del virus, il famigerato RT, intorno allo 0,8 (attualmente, secondo il report di venerdì, saremmo allo 0,92) e vaccinare, almeno con la prima dose, i più anziani, quella categoria che rappresenta la fascia a più alto rischio di morte, che fa impennare il numero dei morti e dei letti occupati in terapia intensiva.
Le ipotesi allo studio sarebbero due: quella di reintrodurre la zona gialla agli inizi di maggio, permettendo ai ristoranti ubicati nei territori ricadenti in questa fascia, di riaprire almeno a pranzo, e iniziare a valutare l’estensione dell’orario di apertura anche alla sera, con la possibilità di tornare a cena fuori, contestualmente con un innalzamento del coprifuoco almeno a mezzanotte. La seconda ipotesi è quella su cui starebbe premendo la Lega di anticipare tutto ciò di una settimana, a patto che i prossimi due report rilevino un significativo calo dell’indice di trasmissione su base nazionale e dell’incidenza dei nuovi casi.
Certo è che il Paese è arrivato al limite e, sia dal punto di vista economico, sia da quello morale, sembrano esauriti tutti i margini per consentire ancora la sopravvivenza della linea durissima imposta da Speranza al Paese con chiusure che per molte attività sono state devastanti, spazzando via, insieme ai punti di PIL, anche la fonte di sostentamento di molte famiglie. Le proteste di piazza e le pressioni dei partiti di centrodestra, Forza Italia e Lega, che stanno garantendo i numeri a questo governo, hanno fatto, probabilmente, capire al presidente Draghi che oramai la stagione dei lockdown ha fatto il suo tempo, soprattutto con la macchina vaccinale che procede spedita. In queste ore, dunque, il presidente Draghi, starebbe lavorando a un nuovo scostamento di bilancio per garantire «adeguati ristori» alle categorie colpite dalle chiusure, ma poiché il migliore aiuto, come detto dallo stesso Draghi, è il lavoro, il premier avrebbe anche chiesto al Comitato tecnico scientifico (Cts) di scrivere dei nuovi protocolli settore per settore. Regole in grado di garantire la sicurezza, ma meno rigide per dare ossigeno alle imprese strangolate dal virus. Protocolli che «tengano conto anche della sostenibilità di alcuni settori falcidiati dalla pandemia. Con una sorta di benchmark dei comparti più in affanno, per fissare delle asticelle, dei parametri, e in questo dovrebbe essere coinvolto anche il Mef, che consentano di evitare misure anti-economiche. Insomma, le riaperture devono essere sostenibili, reali e non solo di facciata», questa la raccomandazione del presidente del Consiglio, spiegano fonti di governo all’Adnkronos. Insomma: bisogna consentire, secondo Draghi, a chi rialza la saracinesca di «fare cassa». E non di vivacchiare.
Nonostante la propensione ad alleggerire i protocolli, il premier, a causa del rischio-varianti ancora molto alto, non abbandona comunque la linea della «massima prudenza». Per ora non «fisserà alcuna road map delle riaperture», spiegano a palazzo Chigi al Messaggero «fino a quando non saranno scesi i contagi, il numero dei morti e dei ricoveri nelle terapie intensive». E, soprattutto, «finché non sarà stato allontanato il rischio-contagio per le persone anziane, quelle che se si ammalano hanno più probabilità di finire ricoverate in ospedale: la ragione per la quale il commissario Figliuolo ha ribadito la necessità di procedere con le somministrazioni per fasce d’età».
Dunque, riaperture sì, ma la macchina vaccinale non si potrà fermare e dovrà coprire il maggior numero di anziani dal rischio contagio.
Posizione condivisa anche da Forza Italia con il ministro degli Affari regionali, Mariastella Gelmini: «La priorità è mettere in sicurezza le categorie più a rischio. Aprile è stato ed è il mese del ritorno a scuola, maggio deve essere il mese delle riaperture delle attività economiche».