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Consegnata la civica benemerenza ai facchini, tutte le emozioni dei protagonisti

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Consegnata la civica benemerenza ai facchini protagonisti del trasporto 2016, effettuato in occasione del Giubileo della misericordia e celebrato con l’allungamento del percorso in via Marconi fino al Sacrario.

La cerimonia della consegna del prestigioso titolo, assegnato anche a tutti i componenti dello staff della macchina di santa Rosa, è avvenuta al Teatro dell’Unione, che a partire dalle 17 si è riempito di facchini con le loro famiglie.

“I facchini rappresentano la forza, non solo quella fisica – ha detto il sidnaco Leonardo Michelini – ma anche quella della città, quella che sta fuori dal percorso, che lavora, che fatica. La sera del tre settembre il facchino ha più responsabilità del sindaco. Ha gli occhi del mondo addosso. Noi, oggi, siamo orgogliosi di dare questa civica benemerenza, promossa e portata avanti dal presidente del consiglio, Marco Ciorba, con molta determinazione”.

La parola, dunque, a Ciorba che ha spiegato i motivi della delibera di riconoscimento della civica benemerenza ai facchini. “Sono essenzialmente tre – ha detto il presidente del consiglio -. Si è trattato di un trasporto effettuato nell’anno giubilare indetto dal nostro papa Francesco. Sarebbe bello se vedesse la macchina – ha detto Ciorba aprendo una parentesi – magari su invito firmato dal sindaco e dal presidente del Sodalizio, per un trasporto straordinario senza tribune. Il secondo motivo è l’allungamento del percorso di oltre 700 metri su via Marconi che ha richiesto un impegno elevato ai facchini, accentuato dalle alte temperature. Il terzo motivo è il gesto, altrettanto faticoso, di un ulteriore “sollevate” davanti al sagrato della basilica di santa Rosa all’arrivo”.

Il “sollevate” davanti al santuario era stato eseguito per ricordare lo scampato pericolo del 1986, quando la macchina si appoggiò su un lato rischiando di rovinare a terra,  e per le vittime del terremoto.

“Ringrazio tutti i consiglieri comunali che hanno votato all’unanimità la delibera per il riconoscimento della civica benemerenza – ha proseguito Ciorba – in particolare la consigliera Maria Rita de Alexandris. Dobbiamo dire grazie ai facchini, perché è merito loro se ogni anno possiamo rinnovare questa tradizione secolare”.

Anche il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, ha ringraziato i consiglieri che hanno espresso voto favorevole alla delibera. “Ciorba e De Alexandris sono stati l’anima di questo provvedimento – ha ricordato Mecarini dal palco -. Già in passato, nel 1984, in occasione della visita del papa, a maggio, alcuni di noi hanno ricevuto la civica benemerenza, per cui quest’anno non l’avranno di nuovo.  È un riconoscimento importante che premia lo sforzo dei facchini. Non è un gioco quello che fanno. Tutt’altro. Ricordiamo, però, che il facchino non è solo forza fisica, ma anche forza della fede e dell’amore verso santa Rosa. Questa bellissima città merita questo ed altro. Grazie facchini: non avete esitato a dare il vostro ‘sì’ per ” compiere, l’anno scorso, ma anche quest’anno, il tratto aggiuntivo. Lo ripeto: non è un gioco”, ha concluso Mecarini. Sul palco a ricevere la civica benemerenza anche don Alfredo Cento: “Tutto ciò che è legato alla macchina, è diventato la mia storia”, ha detto, ricordando il grande attaccamento alla realtà del Sodalizio, che l’ha visto cappellano dei facchini.

“Don Alfredo Cento – ha detto Michelini – è una persona speciale. La sua affezione e la sua devozione, ben esprimono lo spirito di questa festa”.

Assente, ma ha affidato i suoi auguri a una lettera, il Prefetto di Viterbo Niccolò d’Angelo: “Il Trasporto unisce la sacralità alla tradizione – ha scritto-.  La devozione alla Santa lega l’animo dei viterbesi a un unico sentire, ben espresso dalla frase “semo tutti d’un sentimento”. Desidero far giungere i miei auguri e il plauso a tutti coloro che riceveranno la cittadinanza benemerita per l’impegno e la passione che li spinge ad andare avanti”.

Commosso il capofacchino Sandro Rossi: “Vedervi qui tutti insieme con i vostri sorrisi e le vostre cravatte, mi fa pensare di essere vicino al 3 settembre. Mi sembra di rivivere quei giorni. Auspico che questa cosa continui nei secoli come è iniziata”. La parola è poi passata ai costruttori, anche loro destinatari del riconoscimento della civica benemerenza: “È un impegno molto importante, si avverte un grande senso di responsabilità – ha detto Vincenzo Fiorillo -. Ma voglio dire una cosa ai costruttori che verranno dopo di me. Fino alla sera del 3 settembre alle 21, quando consegniamo la macchina al sindaco e a questi grandi signori – ha detto rivolto ai facchini in platea – il costruttore ha sempre il nodo in gola, trema. Ma dal momento in cui dà la macchina al sindaco che a sua volta la consegna ai facchini, la tensione sparisce perché conosce, è sicuro, dei sentimenti che provano questi signori. Il senso di responsabilità ti abbandona e sopraggiunge una tranquillità immensa. I facchini hanno dimostrato di essere dei professionisti del trasporto. Quando non se ne occupava il Sodalizio le cose non andavano sempre bene. Per un costruttore avere un Sodalizio così, fa venire meno la tensione.

L’ultima parola all’ideatore, Raffaele Ascenzi: “Ho fatto i miei 20 anni di trasporto, e sono stati tra i più belli della mia vita. In seguito, sono uscito dal Sodalizio. Terminava Ali di Luce”, ha detto Ascenzi in riferimento alla sua prima macchina, “così mi sono messo tra i viterbesi ad osservare. Questi sei anni che mi hanno diviso dal Sodalizio sono stati lunghi. La macchina per me è un mezzo che ho a disposizione per ritornare al Sodalizio e avere questa boccata di ossigeno. Durerà ancora qualche anno, ma spero di avere altre occasioni per stare nel Sodalizio.  Ringrazio santa Rosa: è il suo aiuto che mi guida la matita, è Lei a suscitarmi quelle emozioni necessarie a progettare la macchina”.

L’incontro è stato presentato da Salvatore Regoli.

 

Tiziana Mancinelli

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.