Coronavirus, incontro in Prefettura, Donetti: “Ci siamo occupati di cinesi sul territorio secondo le procedure”.
Viterbo – Ore 17.30 – Inizia il tavolo in Prefettura sul coronavirus con il prefetto, Giovanni Bruno, il direttore generale Asl, Donetti, i sindaci della provincia della Tuscia e le organizzazione di categoria. “In queste 72 ore è cambiato il mondo“. Lo dice il direttore generale delle Asl Donetti all’incontro in Prefettura con sindaci e associazioni di categoria per fare un focus sulla situazione attuale e le linee da adottare. “Da subito, da quando è emerso il virus in Cina, è stata attivata l’unità di crisi in collegamento con Regione Lazio e Ministero. “Abbiamo seguito dei cinesi che risiedevano in Provincia, sono stati gestiti nella correttezza delle procedure. Non erano positivi. Ma sono stati tenuti in osservazione lo stesso. Non ve ne siete resi conto, ed è bene così. Abbiamo operato nel modo migliore. Si tratta di un virus molto infettivo, ma con bassa mortalità“.
Ore 17.46 – Interviene la dottoressa Silvia Aquilani dell’ospedale Belcolle. “Il coronavirus è una patologia nuova. Non sappiamo come evolverà. Siamo tutti suscettibili”, proprio perché si tratta di un virus nuovo. Aquilani fornisce spunti sui motivi che possono aver provocato un primo focolaio in Lombardia: “Lo sviluppo del virus dipende anche dai cambiamenti climatici, dagli stili di vita, dal quadro socio economico. La Lombardia aveva dei contatti intensi con i cinesi“. Dalle prime evidenze, il virus sarebbe particolarmente pericoloso per chi ha già delle patologie di base o un’età avanzata. “I bambini contagiati hanno una patologia veramente banale perché il loro sistema immunitario reagisce molto bene. Non è una sintomatologia che preoccupa“.
Ore 18.00 – Interviene il dottor Paoletti che sottolinea l’importanza di adottare corrette procedure e comportamenti. “A Codogno – spiega – sono stati infettati anche medici e operatori sanitari perché il paziente positivo al coronavirus è entrato in ospedale. I pazienti sono intercettati dai medici di base e dalla guardia medica. Al nostro Pronto soccorso sono previsti due percorsi: uno per pazienti con sintomi influenzali, un altro per tutti gli altri. Abbiamo avuto pazienti in osservazione, ma si sono rivelati negativi al coronavirus. Se lo Spallanzani non fosse in grado di accogliere più i pazienti, abbiamo dei posti riservati a questa patologia e potremmo anche utilizzare un blocco operatorio attualmente non utilizzato.
Ore 18.10 – Angelo Allegrini dell’Archivio di Stato chiede quali sono le zone rosse. Risponde la dottoressa Aquilani: “Tutti i comini della bassa lodigiana. Non il comune di Lodi, e i due comuni del Veneto Vo Eugano e Mira. Zona rossa è anche tuttala Cina. Tutti i casi che si sono verificati anche a Tenerife e negli altri paesi europei – spiega – sono collegati a questi focolai. Se i nuovi casi che emergono derivano da queste zone rosse non ci preoccupiamo. Ci allarmiamo se dovesse emergere un focolaio nuovo“. Ma ad oggi i focolai sarebbero rimasti circoscritti ai Comuni della Lombardia e del Veneto. Tutti gli altri casi emersi in altre regioni italiane sarebbero collegati a questi secondo quando riferito dalla Asl oggi in Prefettura.
ore 19.34 – Il sindaco Dottarelli di Bolsena pone una domanda: “Se c’è uno spettacolo in un teatro di centinai di persone che non si sa da dove arrivano come mi devo comportare? Forse è il caso di sospendere queste manifestazioni?”.
Ore 19.35 – Il sindaco di Gradoli: “Abbiamo sospeso il pranzo del Purgatorio, avevamo venduto biglietti in tutta Italia”. Abbiamo pagato lo scotto del coronavirus. Ma la manifestazione si doveva tenere nel capannone, al chiuso, con parecchie ore di permanenza. Abbiamo rinunciato. Non è un Carnevale all’aperto dove il vento disperde le goccioline di saliva. Io ho preferito chiudere la manifestazione. Avevano comprato 20 mila euro di prodotto, è stata una decisione sofferta sospendere l’evento. Il prefetto dà il suo parere: “Io lo avrei fatto fare”. Ma il sindaco risponde: “Avevamo venduto 200 biglietti in Toscana altri a Milano. Non sappiamo da dove sarebbero venute le persone. Se tra 15, 20 giorni si fosse verificato un caso di coronavirus la Procura cosa mi avrebbe fatto?”.
Ore 19.42 – il sindaco di Vitorchiano, Ruggero Grassotti: “Oltre ad essere sindaco, faccio l’insegnante, e questa problematica del coronavirus si sente molto.