Coronavirus, Lombardia attacca Conte: “Governo incapace”. Il premier se la prende con ospedale Codogno.
Nazionale – Il coronavirus infiamma non soli i polmoni, ma anche la politica che alza i toni. Conclamato e sempre più alto il livello dello scontro tra governo e regioni sul rimpallo della responsabilità dell’incapacità a contenere il dilagare del contagio del virus cinese. Ieri sera il premier Conte aveva ventilato l’ipotesi di commissariare le regioni colpite per una gestione unitaria dell’emergenza. Feroce risposta dell’assessore regionale al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera: “Una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante – dice – perché ignora assolutamente quali fossero e sono i protocolli definiti dall’Istituto superiore di sanità. Ormai sta emergendo la totale incapacità del governo di gestire qualcosa che loro dovevano prevedere“. Così Gallera ad Agorà, su Rai Tre. L’attacco a Conte è diretto, “Il problema – prosegue Gallera – è che il presidente del Consiglio non conosce i protocolli e lancia la palla in tribuna per coprire le falle gigantesche di un sistema di Protezione civile nazionale che non sta dando alcun tipo di risposte ai problemi organizzativi e gestionali che avrebbero dovuto prevedere e predisporre. Veniamo in maniera ignobile attaccati da un presidente del Consiglio che non sapendo di cosa parla dice che noi non seguiamo i protocolli, quando la Regione Lombardia i protocolli non solo contribuisce a livello nazionale a realizzarli, ma li segue in maniera puntuale”. Alta tensione, dunque, mentre il contagio avanza, da poche ore la notizia di una donna, turista di Bergamo a Palermo, positiva al coronavirus, un altro contagiato a Firenze e un sospetto a Pistoia. Nel mirino di Conte finisce anche l’ospedale di Codogno: “Non possiamo prevedere l’andamento del virus – dice il presidente del consiglio -: c’è stato un focolaio e di lì si è diffusa anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore“.
