Home Cronaca Covid19, riapertura dei ristoranti, Uselli: «Tra incertezza e burocrazia».
Covid19, riapertura dei ristoranti, Uselli: «Tra incertezza e burocrazia».

Covid19, riapertura dei ristoranti, Uselli: «Tra incertezza e burocrazia».

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Viterbo, 23 aprile 2020 – Il countdown procede verso la fatidica data del 4 maggio, quando dovrebbe essere sancita la fine del lockdown, l’isolamento degli italiani in casa per sfuggire al contagio Covid19  con la ripresa graduale delle attività. Solo una decina di giorni che sembrano un’eternità per chi è confinato in casa dal 9 marzo, ma che appaiono veramente pochi a chi si accinge a tirare nuovamente su la saracinesca, nella più completa incertezza su come dovrà farlo. Problematica particolarmente sentita dal mondo della ristorazione. «Ad oggi – dice Valentina Uselli del Labirinto, noto ristorante del centro storico – non abbiamo ricevuto nessuna notizia ufficiale sui criteri, le condizioni, le modalità con cui potremo riprendere l’attività di somministrazione. Tutto quello che sappiamo, lo abbiamo appreso da voci che circolano sui social o sui media, ma nulla di certo e ufficiale. Non sappiamo ancora niente. I giorni passano e anche noi dobbiamo essere in grado di organizzarci per essere pronti a ripartire secondo le regole, nella piena sicurezza dei nostri clienti, senza perdere ulteriori giorni utili con un’organizzazione tardiva perché le linee guida non arrivano». Quella che si prefigura per la ristorazione, tra l’altro, potrebbe essere una situazione difficile, con la necessità di garantire il distanziamento sociale tra i tavoli che porterà a una inevitabile riduzione dei coperti. Ma non solo: molti ristoranti del centro storico lavorano con i turisti. Una voce sulla quale la città di Viterbo puntava parecchio, e con buoni risultati che si stavano materializzando. Purtroppo, però, il 2020 per il turismo si prefigura un anno nero. La speranza restano i turisti italiani che, proprio a causa del rischio di contagio, potrebbero scegliere di muoversi esclusivamente all’interno del territorio nazionale, sempre se non sarà vietato lo spostamento tra regioni. A Viterbo sono molti i turisti provenienti da altre parti d’Italia.  Considerando, inoltre, che il Lazio è riuscito ad arginare il contagio, mentre la provincia viterbese ha mantenuto un numero limitato di casi positivi, riscoprendo, nel suo storico isolamento, un punto di forza, la Tuscia potrebbe essere una meta attraente per il turismo nazionale. Sarebbe una boccata di ossigeno per i ristoratori locali, soprattutto del centro storico. Per i ristoratori, però, le sabbie mobili in questo momento sono :«Non sapere nulla di certo – dice la titolare del Labirinto – non sappiamo quando riapriremo, come dovremo farlo. La problematica per noi ristoratori è che non abbiamo alcuna certezza. Navighiamo a vista. Se veramente dovremo garantire il distanziamento sociale, subiremo una significativa riduzione di posti all’interno dell’attività. Molti potrebbero anche pensare di non riaprire più. Quello che si prefigura per il settore della ristorazione è un danno spaventoso. Devono aiutarci a ripartire, studiando delle soluzioni intelligenti». Un altro aspetto che sta impantanando chi sta cercando di risalire la china è la burocrazia: «Partecipare a un bando di finanziamento oggi richiede necessariamente l’assistenza di un consulente  – dice Valentina  – anche solo per preparare la modulistica che è  di una complessità proibitiva».  Gli operatori della ristorazione, intanto, sono pronti a battere i pugni e a farsi sentire per tutelare il proprio lavoro, tanto che è partito un gruppo Facebook “Horeca unita” su iniziativa di alcuni viterbesi che sta riscuotendo adesioni in tutto il territorio nazionale e che batterà un colpo già il 28 aprile con una manifestazione, un flash mob, durante il quale i ristoranti, con uno strappo alla regola che prevede il blocco dell’Italia fino al 3 maggio, riapriranno le porte, sistemeranno i coperti, accenderanno le luci, levando in alto la loro voce che vuole essere insieme un urlo di protesta e un grido di speranza, nel silenzio desolante, del lockdown, una voce a lungo trattenuta nelle corde di un popolo che dell’ottimismo  ha sempre fatto la sua bandiera, riuscendo, nei momenti più difficili, a sacrificarsi e a ripartire.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.