Dal 26 aprile l’Italia riparte, Draghi: «Rischio di tornare indietro molto piccolo».
Nazionale, 16 aprile 2021 – «Anticipiamo l’introduzione della zona gialla al 26 aprile»: lo annuncia Mario Draghi in apertura della conferenza stampa. L’Italia, stavolta, sta muovendo passi decisi verso la fine del tunnel. L’allentamento delle misure, quindi, non avverrà a maggio, ma prima. «C’è un cambiamento rispetto al passato – dice Draghi – diamo precedenza alle attività all’aperto, per cui anche la ristorazione potrà riaprire a pranzo e a cena. Riaprono anche le scuole di ogni ordine e grado completamente in presenza in zona gialla e arancione. Nelle zone rosse la didattica sarà in parte in presenza e in parte a distanza. Con questa decisione – dice Draghi – oggi il governo ha assunto un rischio ragionato, fondato sui dati che sono in miglioramento, ma non un miglioramento drammatico. Questo rischio che il governo ha preso, incontra le aspettative dei cittadini e si fonda su una premessa: che siano osservati scrupolosamente determinati comportamenti nelle attività aperte come il distanziamento e l’uso delle mascherine. Solo così il rischio ragionato si traduce in opportunità non solo per l’economia, ma anche per la vita sociale. Allo stesso tempo la campagna di vaccinazione continua ad andare bene», ha detto Draghi. L’Italia riapre e stavolta potrebbe essere definitivo: «Sulla vaccinazione non ho dubbi – dice Draghi – se verranno osservati i comportamenti giusti, la possibilità di tornare indietro è molto piccola». «Ci sono due fattori», che hanno permesso di anticipare l’allentamento delle misure al 26 aprile, anziché a maggio, «la permanenza dell’Italia in zona rossa e arancione per un periodo di tempo prolungato sta spingendo l’RT sotto allo 0,8% – ha detto Speranza – L’incidenza è scesa a 182 e c’è una tendenza tra la stragrande maggioranza delle Regioni a un miglioramento del quadro epidemiologico. Sul piano vaccini – ha proseguito Speranza – c’è un aumento significativo del numero di dosi, abbiamo superato 14 milioni, quasi l’80% degli over 80 hanno ricevuto la prima dose, nelle prossime settimane l’immunizzazione delle persone con più alto rischio di mortalità o di finire in terapia intensiva saranno immunizzate».