Viterbo, 13 maggio 2025 – Addio a sedie di plastica, ombrelloni colorati, pupazzi, scritte, gabbiotti e pile di sedie e tavoli ammucchiati che restano in strada e sulle piazze, quando i ristoranti sono chiusi. L’assessorato all’Urbanistica guidato da Emanuele Aronne si appresta a portare in consiglio comunale il regolameto sui dehors. Un sistema articolato di regole che disciplinano al dettaglio cosa si potrà mettere e cosa no per non martoriare il decoro urbano e avvilire il colpo d’occhio, soprattutto all’interno del centro storico, dove si arriva a regolamentare le singole piazze, vie e anche i percorsi particolari come quello della Macchina di Santa Rosa. Norme anche per il consumo sul posto di alimenti e bevande. “Un regolamento che è frutto di concertazione con associazioni di categoria ed ordini professionali, già passato al vaglio della sovrintendenza”, dice l’assessore Aronne, “Non è un regolamento calato dall’alto, ma recepisce le esigenze del territorio, fermo restando il rispetto delle normative sovraordinate. Esso andrà a confluire all’interno del piano di recupero del centro storico, inserendosi in una visione unitaria“. Città divisa in due, dentro e fuori dalle mura.
Per la prima zona ci sono una serie di prescrizioni generali. “Sedie, tavolini, così come panche, appoggi semplici ed espositori, devono essere conformi alle tipologie indicate, coordinate tra loro, sia nei colori che nello stile“. Vietati “sedie e tavolini in plastica economica e/o con contenuti pubblicitari”, anche “se in sede di rilascio della concessione si potrà valutare il design di modelli in plastica”. Altra norma destinata a rivoluzionare l’uso dello spazio pubblico, è quella che impone “Durante le ore di chiusura”, di rimuovere tavoli e sedie dallo spazio pubblico“. Per quel che riguarda la “perimetrazione” dello spazio concesso, potrà essere costituita “da parapetti e fioriere”. I primi dovranno essere “rettangolari, senza linee curve. Non sarà possibile riportare il nome del locale e nessun’altra scritta pubblicitaria“. Relativamente alle fioriere: “dovranno essere o poggiate a terra o integrate nella pedana, secondo una tipologia precisa”. Non è consentito “l’uso di fioriere in plastica. Se sono più di due, dovranno essere coordinate tra loro e con gli altri elementi presenti e dovranno essere inserite al limite dello spazio concesso”. Il regolamento disciplina anche la presenza di piante: “consigliate quelle sempreverdi o siepe tipo alloro, pitosforo, viburno, aucuba, ilex acquifolium. Non è ammesso l’impiego di essenze quali piante grasse, piante urticanti e spinose”. Ci sono poi le pedane. Dovranno essere realizzate “a doghe senza l’ausilio di tappeti simil-prato sintetici. Lo spazio occupato dalla pedana rappresenta il suolo pubblico concesso. Si dovrà porre particolare attenzione ed evitare la manomissione della pavimentazione dei marciapiedi”. La “copertura dello spazio di concessione può essere realizzata con ombrellone o tenda salvo diversa prescrizione puntuale. Gli ombrelloni dovranno essere semplici senza scritte pubblicitarie, con sostegno centrale o appesi. Potranno essere singoli o multipli. In nessun caso potrà essere possibile sistemare gazebo retrattili o altre strutture diverse da quelle previste. In caso di utilizzo di più ombrelloni nella stessa concessione o per attività contigue dovranno essere aggregati ombrelloni di stesse dimensioni e tipologia“. Gli ombrelloni devono “essere chiusi, per sicurezza, in caso di vento e durante le ore notturne”. Le tende, ancorate alla parete, “dovranno essere di semplice fattura senza mantovana, retrattili. Le altre tipologie di tenda se ancorate a terra dovranno essere preventivamente autorizzate. Non sarà possibile utilizzare i due tipi di sistema di copertura contemporaneamente”. Il regolamento stabilisce anche che “Gli ombrelloni e le tende ombreggianti dovranno essere privi di scritte, anche nelle delimitazioni laterali, e di colore neutro. Le fioriere, se esistenti, faranno parte integrante della struttura saranno coordinate nel colore e nel
materiale con la struttura stessa. Nella copertura non ci dovranno essere traversi sporgenti tali da conferire l’aspetto di pergolato”. E, inoltre, “Paratie laterali su massimo tre lati di altezza massima 1,80m e copertura leggera (telo) materiali Legno, ferro, vetro, tela”, potranno essere inserite solo su via Marconi, piazza Giuseppe Verdi, piazza san Sisto, Piazza Fontana Grande, ed all’interno della fascia di rispetto della cinta muraria, previo assenso degli organi sovraordinati. Disciplinate anche le frazioni diS. Martino, Bagnaia, e La Quercia”.
Tiziana Mancinelli