Discarica Arlena di Castro: Regione autorizza, ma di fatto è “un diniego”. Società ricorre.
Viterbo, 21 dicembre 2023 – Impianto di stoccaggio dei rifiuti ad Arlena di Castro: la Regione Lazio l’11 dicembre ha emesso il PAUR atto che, seppure “formalmente di autorizzazione alla realizzazione ed esercizio dell’impianto”, si trasforma “di fatto, in un surrettizio diniego”. È quanto sostiene la società proponente il progetto, Med Sea Litter Italia in un ricorso presentato contro la stessa autorizzazione che pone come condizione quella di stipulare delle convenzioni con i Comuni interessati dal passaggio del traffico veicolare in ingresso e in uscita dall’impianto con il carico dei rifiuti. Ossia gli stessi Comuni che hanno impugnato davanti a Tar l’autorizzazione dell’impianto. Circostanza che fa ritenere alla società proponente il progetto che sarà “altamente prevedibile che i Comuni ricorrenti opporranno il loro veto alla stipulazione della non meglio identificata apposita convenzione”, è scritto nel ricorso. “La stipulazione di tale convenzione”, si spiega nel documento, “sarà di fatto impossibile da realizzare, in quanto i Comuni che hanno impugnato i provvedimenti di VIA e di AIA innanzi al TAR nei rispettivi ricorsi, ne hanno richiesto l’annullamento, contestando alla Regione Lazio proprio il presunto, ma in realtà irrilevante, impatto generato dal traffico veicolare, sulla base di generiche, apodittiche, indimostrate, infondate deduzioni”. Questo il punto di vista della società ricorrente che dovrà realizzare l’impianto. Nel provvedimento di Paur, secondo la società: “la Direzione Generale Ambiente della Regione Lazio ha istituito per la prima volta, e in modo immotivato, due prescrizioni aggiuntive a quelle già apposte dai Provvedimenti di VIA e di AIA in relazione al traffico veicolare”. L’autorizzazione finale, infatti, pone a carico della società proponente il progetto di redigere “uno studio aggiornato del traffico veicolare indotto dall’impianto, valutando l’adeguatezza della viabilità interessata dal passaggio dei mezzi in ingresso e in uscita dall’impianto. Tale studio dovrà essere inviato all’Autorità Competente, alla Provincia di Viterbo e ai Comuni interessati dal passaggio dei suddetti mezzi. Sulla base delle risultanze di tale studio – continua il ricorso – su richiesta dei Comuni interessati dal passaggio dei mezzi e previa apposita convenzione ai sensi di legge, dovrà partecipare all’adeguamento e alla manutenzione delle esistenti infrastrutture stradali percorse per l’accesso e l’uscita dall’impianto prevedendo gli adeguamenti eventualmente necessari». La società, quindi, chiede “l’annullamento del PAUR” nella parte in cui reca “le prescrizioni sul traffico veicolare”, per la presunta “contraddittorietà intrinseca dell’azione amministrativa; eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, difetto di motivazione, eccesso di potere per sviamento; violazione del diritto al contraddittorio; per manifesta irragionevolezza, illogicità, ingiustizia; violazione di proporzionalità, di alcuni articoli del Codice della Strada, e della disparità di trattamento”. Si conclude così, il primo match, di quella che si preannuncia una battaglia ancora lunga.