Viterbo – Consiglio comunale: tutti al mare. O forse no. Sicuro: non a Palazzo dei Priori. La seduta di oggi salta per mancanza del numero legale. Nulla di sorprendente. Del resto siamo quasi a luglio, e molti non ci sono. Si sapeva. Era giornata di interrogazioni, opportunità che dovrebbe interessare all’opposizione. Per questo, pare, tra le file della maggioranza serpeggiava il convincimento che la minoranza fosse rimasta in aula consentendo lo svolgimento della seduta. Sbagliato. Al primo appello l’opposizione esce e il numero non c’è. Ci si aggiorna una mezz’oretta più tardi. Intanto arriva Vittorio Galati, ma non è sufficiente. Alla seconda chiama, di nuovo, i consiglieri di maggioranza non sono sufficienti. Quelli di minoranza nel frattempo si sono alzati e sono usciti dai banchi. A non voler lasciare le rispettive poltrone, invece, tra un appello e un altro, sono state le due consigliere comunali. Luisa Ciambella (Pd) e Martina Minchella uscita dal Partito Democratico da circa un mese. Al primo consiglio comunale da indipendente, Minchella si siede nello stesso posto, nella fila del Pd, accanto a Luisa Ciambella. Che non gradisce molto la cosa. Da lontano si vedono le due gesticolare tra loro e discutere animatamente di un qualcosa su cui, evidentemente, nutrono opinioni diverse. Le chiarisce Ciambella. “Credo – dice la capogruppo del Pd – che quando succedono queste cose – specifica in riferimento all’addio di Minchella al Pd – si debba evidenziare una distinzione politica anche dal punto di vista visivo“. E, dunque, Martina Minchella, secondo Ciambella, avrebbe dovuto sedersi in un altro posto. A debita distanza dal Pd. Ma l’ex dem non lo fa. A risolvere la querelle arriva il presidente del consiglio che decreta la mancanza del numero legale e, dunque, la fine della seduta. La questione è solo rinviata al prossimo consiglio comunale.