Home Cultura “Dolcetto o scherzetto?”: Halloween riporta in vita il “defunto” centro storico

“Dolcetto o scherzetto?”: Halloween riporta in vita il “defunto” centro storico

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È tutto un tintinnio di voci, di grida divertite lanciate a squarciare l’aria di un pomeriggio altrimenti destinato a scivolare via come uno dei tanti. Da piazza del Comune a piazza del Teatro, passando per piazza delle Erbe, uno sciame di diavoletti, streghe, fantasmi, risveglia il centro storico dal suo immutabile torpore. Antennine colorate, cappelli appuntiti, bacchette magiche ondeggiano ritmicamente saltando qua e là da un negozio all’altro del Corso insieme a un’orda scatenata di ragazzini che va ripetendo continuamente: “Dolcetto o scherzetto?”. I commercianti si sono preparati: molti di loro hanno comprato caramelle, e quando i bambini si affacciano sulla porta del negozio gliele danno, per poi vederli immediatemte piroettare su se stessi, girarsi con un balzo e scappare via a suon di fragorose risate che riecheggiano con forza come uno zampillo d’acqua fresca che sfonda il suolo per schizzare in superficie in miriadi di cristalli trasparenti. E tutto sommato, le tante mascherine che hanno preso d’assalto il centro una boccata d’aria nuova l’hanno portata: peccato che sia stato solo per un giorno. Se Halloween, si racconta, è la “sera in cui i defunti tornano sulla terra”, certo è che a Viterbo almeno “un morto” ieri è riuscito a tornare nel mondo dei vivi: il centro storico. Il Corso è apparso insolitamente animato, riuscendo a strappare un fugace sorriso a qualche commerciante che, nonostante il trambusto, non può fare a meno di pensare che, finita la festa, il centro tornerà al suo stato comatoso. Per una notte, almeno, però, è tornato dal mondo dei morti a incontrare i vivi, i cittadini appunto, che, approfittando dell’aria mite e del clima di festa, non hanno disdegnato di infilarsi una maschera e accompagnare i propri figli per il centro. C’è chi si è limitato a metterne una sul viso e chi, invece, è voluto entrare appieno nel clima della festa e si è mascherato da capo a piedi. Halloween, dunque, conquista adulti e bambini, tutti desiderosi di uscire un po’ dalle righe e interpretare per qualche ora qualcun altro. Alcuni si ritrovano nei locali che hanno organizzato delle feste, altri a casa di amici, altri ancora si limitano a fare un giro in centro. Qualche mamma sottolinea come “Viterbo sia poco ludica e non ci sia nulla non solo per Halloween, ma nemmeno per Carnevale“. In alcuni negozi si intravedono scheletri appesi o zucche intagliate a riprova del fatto che anche Viterbo ha sposato oramai questa tradizione, nata nella lontana Irlanda, ma diventata oggi un po’ di tutti, e che, al di là di ogni significato che può esserle attribuito, resta per tutti, solo e comunque, un momento in più di allegria e di gioco, valido per tutte le età, che quasi nessuno si è voluto perdere.

 

Tiziana Mancinelli

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.