Prato Giardino a San Pellegrino in Fiore, Malè: “Verificheremo nei prossimi mesi se sarà possibile inserire il parco”
Prato Giardino si è ormai conquistato definitivamente un posto stabile sotto i riflettori. E se è stato il degrado o i fatti di cronaca connessi allo spaccio di stupefacenti rilevato dalle forze dell’ordine, a riaccendere le luci su questo sempre meraviglioso parco cittadino, poco interessa, a dimostrazione che, “nel bene o nel male, purché se ne parli”, è un detto che raramente fallisce. Certo sarebbe stato meglio che di Prato Giardino se ne fosse parlato per cose di tutt’atro genere: un intervento sostanzioso da parte dell’amministrazione comunale, qualche iniziativa culturale degna di nota. Ma se così non è stato, ciò che importa è che nel suo lento, ma irreversibile scivolare verso il basso, verso la dimenticanza e il degrado, l’indignazione cittadina si sia accesa, a riprova di quanto questo luogo sia radicato nel cuore della popolazione. A questo punto è importante, però, non allentare la presa, continuare a parlarne, e soprattutto far sì che esso diventi, in qualche modo, nuovamente quel luogo in cui la cittadinanza fa abitualmente tappa nel corso delle sue giornate, durante il proprio tempo libero, per andare a camminare, per sedersi su una panchina sotto un albero a leggere o a conversare con gli amici, oppure, come si faceva una volta, anche solo per restare semplicemente a guardare i cigni e gli altri animali che lo popolavano, sedendosi a bordo del pittoresco lago che si apre all’ingresso. In questa direzione va sicuramente la progettazione avviata dall’assessorato al verde pubblico del comune di Viterbo, guidato dall’assessore Raffaela Saraconi, illustrata nel recente incontro nel complesso della Rrinità. Occasione in cui il sindaco, Leonardo Michelini, ha citato alcune delle tante iniziative che si potrebbero realizzare in questa magnifica cornice di verde e di storia. Tra queste il sindaco ha lanciato l’idea di una mostra del verde, magari inserita nell’ambito di San Pellegrino in Fiore, l’evento che, con le sue 31 edizioni, forse è il più longevo, dopo il Trasporto della Macchina di Santa Rosa. Riscoprire Prato Giardino nella prossima edizione della kermesse floreale potrebbe essere una delle tante ottime idee che stanno venendo fuori nel percorso progettuale avviato dal comune di Viterbo.
“È un’idea che sicuramente prenderemo in considerazione – dice il presidente dell’ente autonomo San Pellegrino in Fiore, Armando Malè – già da diversi anni l’evento si è aperto ed è andato oltre il quartiere medioevale. Nelle ultime edizioni il tradizionale itinerario si è esteso a Pianoscarano, al complesso della Trinità, alla basilica della Madonna della Quercia, ed è stato un successo anche in queste location. Lo stesso Orto Botanico dell’Università degli Studi della Tuscia è una presenza costante nel nostro calendario con delle iniziative. Includere anche Prato Giardino, sarebbe forse un passo quasi scontato, trattandosi dell’unico esempio di “verde storico” in città. E la particolarità di San Pellegrino in Fiore è proprio questa: esaltare la storia di un borgo antico, all’interno di scenografie floreali, in un binomio di verde e memoria che a Prato Giardino trova la sua manifestazione più alta ed espressiva.
Sicuramente il parco potrebbe dare un valore aggiunto a tutta la manifestazione – continua Malè – offrendo nell’ambito del tema tradizionale, possibilità di nuove iniziative. Allo stesso tempo, sarebbe un’opportunità per riscoprire il parco e riportarlo all’attenzione del pubblico locale e non.
San Pellegrino in Fiore in questi 31 anni ha conosciuto una crescita continua e un interesse sempre maggiore, proprio grazie all’introduzione di nuove idee, mantenendo un trend in costante aumento, come dimostra il grande afflusso di pubblico anche nell’ultima edizione. Siamo, quindi, più che disponibili a verificare la possibilità di estendere l’itinerario di San Pellegrino in Fiore a Prato Giardino. In realtà era un’ipotesi che avevamo già contemplato, vedremo nei prossimi mesi se sarà possibile concretizzarla”.
Tiziana Mancinelli
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