Home Cronaca Dopo le 10 l’inferno, si indaga sulle cause.
Dopo le 10 l’inferno, si indaga sulle cause.

Dopo le 10 l’inferno, si indaga sulle cause.

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Viterbo, 5 giugno 2025 – Distrutti due piani della palazzina B e danneggiata anche parte della palazzina C. La conta dei danni di una giornata apocalittica, probabilmente non è ancora definitiva. Su una cosa, però, non ci sono dubbi: quella del 4 giugno 2025 sarà ricordata come una giornata terrificante per il mondo accademico viterbese e per tutta la città, che ha visto bruciare il cuore pulsante dell’ateneo, la facoltà di Agraria, la prima che con fierezza e orgoglio ha aperto il solco di Viterbo, città universitaria.

Intorno alle 10:30 di ieri mattina, fin dai quartieri periferici si è avvistata un’enorme macchia scura sulla linea dell’orizzonte. Inizialmente pareva un banco di nubi. Ma magari fosse stata acqua. Dopo qualche minuto quella macchia si è allargata e ha rivelato una “calamità” ben peggiore: stava bruciando la facoltà di Agraria.

I minuti che sono seguiti sono sembrati quelli di un film. Polizia municipale, carabinieri e polizia locale hanno immediatamente cinturato l’area per un raggio di 500 metri, che ha però superato il fumo, arrivato ben oltre. Dentro la cintura di sicurezza scene da brivido.

Nell’aria fumo nero e brandelli di cose bruciacchiate volteggiavano in una danza macabra mentre sul tetto della palazzina di Agraria prendeva dimora l’inferno.

L’incendio sarebbe partito proprio da qui. Da uno dei tre blocchi di cui si compone la struttura. Accanto un cantiere di operai intenti nell’inserimento di una guaina per lavori di coibentazione.

Pochi minuti dopo le 10 le testimonianze di chi era nell’edificio dicono di aver sentito gridare gli stessi operai. Subito la chiamata ai vigili del fuoco. Immediatamente è scattato anche il piano di sicurezza. Tutti evacuati. Senza vittime né feriti. L’unica buona notizia della giornata.

Il fuoco in pochi secondi ha avvolto la palazzina B, divorando prima l’impianto fotovoltaico, poi attaccando un lucernario in plexiglass che racchiude la scalinata. La struttura sarebbe quindi crollata al secondo piano, offrendo alla furia del fuoco le diverse aule, completamete distrutte. Infine il crollo del solaio ha fatto esplodere il gigantesco rogo. A questo punto l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco sarebbe riuscito ad arginare il cammino del fuoco, impedendogli di arrivare ai laboratori del piano terra, contenenti materiale altamente infiammabile.  La struttura è stata posta ora sotto sequestro ed è chiaramente inagibile. Aperta l’inchiesta dalla Procura per incendio colposo a carico di ignoti.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.