Dottarelli: «Isola Bisentina verso la vendita alla fondazione di un’azienda farmaceutica, molto impegnata nella promozione culturale. Assoluto silenzio da parte delle istituzioni»
Luciano Dottarelli la ricorda nel periodo del suo massimo splendore, tenendo in mano una pagina patinata della rivista Bell’Italia: nella sala della provincia di Viterbo si parla dell’isola Bisentina e degli anni in cui spesso i riflettori si accendevano su di essa grazie a una brillante attività promozionale portata avanti dal principe Giovanni del Drago. Dopo più di un decennio in cui le luci sulla perla del lago di Bolsena si sono spente, se ne torna a parlare a causa di un’indiscrezione «confermata da fonti più che attendibili – precisa lo stesso Dottarelli – di un presunto passaggio di proprietà alla fondazione della famiglia Rovati. Rovati è un professore universitario che ha dato vita, circa sessant’anni fa, alla casa farmaceutica Rottapharm, che nel corso degli anni è stata poi acquisita a sua volta dalla Meda, svedese. Non posso dare con assoluta certezza la notizia della vendita, mi sento, però, di poter dire che la trattativa potrebbe essersi conclusa. La fonte è affidabile e depone favorevolmente nei confronti del soggetto che avrebbe acquisito l’isola Bisentina. La fondazione di cui si parla, si occupa in modo molto forte della promozione dei beni culturali. Ha finanziato a Milano un nuovo museo etrusco che aprirà nel 2018 in Corso Venezia. Esso metterà a disposizione del pubblico una preziosa collezione acquistata in Svizzera dagli industriali del farmaco Rovati. Sono stati, così, riportati più di 700 reperti etruschi in Italia. Di tutto quello che si poteva temere – prosegue Dottarelli – è un soggetto molto affidabile per quello che ha fatto e fa nel campo della promozione e della cultura». Si possono dunque relegare nell’angolo della leggenda voci circa: «Elicotteri che sarebbero atterrati sull’isola con a bordo magnati arabi e russi. Sappiamo che le cose non stanno così – dice Dottarelli -. Ma che già da tempo sarebbe stata intavolata dalla fondazione una trattativa con la precedente proprietà per l’acquisto». Se da un lato il destino sembra sorridere all’isola Bisentina, dall’altro Dottarelli si augura che «la nuova proprietà, se nei prossimi giorni saranno confermate le indiscrezioni riguardo alla vendita, diventi un interlocutore del territorio, così come lo è stato don Giovanni del Drago che proponeva iniziative con grande attenzione alla fruibilità dell’isola. Siamo tutti legati a quello che essa rappresenta, sia dal punto di vista ambientale, sia storico. Con Giovanni del Drago l’isola ha conosciuto anni di grande splendore e grande capacità di attrazione. Tra il 1991 e il 1992 ricordiamo l’Orchestra Romana Internazionale, con Accademia Bisentina Festival, esibirsi sull’isola. La cura e l’attenzione dimostrata dalla famiglia Del Drago dimostra che non necessariamente la proprietà privata di un bene debba significare esclusione degli altri o mancanza di attenzione verso i valori della comunità, dove il bene si trova. Sappiamo tutti che da qualche tempo, dopo la morte della proprietà Fieschi Ravaschieri, l’isola è andata incontro a progressive difficoltà di manutenzione che l’hanno condotta a un degrado complessivo. Si tratta di un bene che richiede un impegno economico e un’energia notevole. In considerazione di questo, nel corso degli anni si sono succedute segnalazioni e petizioni. Un anno e mezzo fa come Club per l’Unesco Tuscia e Viterbo abbiamo partecipato a un programma molto decantato da Matteo Renzi bellezza@governo.it indicando dei beni su cui era necessario intervenire. Purtroppo l’iniziativa non ebbe alcun seguito: non ci fu nessuna assegnazione di fondi, né mai si riunì la commissione, tanto che ironicamente commentai dicendo ‘è governo bellezza’. Da allora hanno iniziato a rincorrersi voci sulla vendita delle Bisentina».
Indiscrezioni che si sarebbero concretizzate in questi giorni nell’ambito di un quadro in cui, a far rumore, più che le voci della vendita a privati, sarebbe stato, secondo Dottarelli: «il silenzio da parte dell’attore pubblico».
«Abbiamo registrato un interesse del tutto marginale, se non addirittura assente, da parte delle istituzioni pubbliche su un tema di questo tipo – dice Dottarelli -. Speriamo di poter recuperare successivamente questa situazione di scarsa attenzione».
L’intento della conferenza stampa indetta stamattina dal Club per l’Unesco Tuscia e Viterbo e dall’associazione Lago Ambiente sarebbe stato quello di: «Riportare l’attenzione sulla Bisentina e su tutto il lago di Bolsena. Da tempo – spiega Dottarelli – abbiamo proposto degli strumenti per la tutela e salvaguardia del lago e quindi anche dell’isola, come la possibilità di aderire al programma “Uomo e biosfera” dell’Unesco. L’inserimento nella lista dei siti del patrimonio dell’umanità, ci sembra, al contrario, una modalità troppo lunga da perseguire. Un’altra opportunità per il lago nel suo complesso, invece, sarebbe quella del “Contratto di lago” al quale, ci auguriamo, possa partecipare anche la nuova proprietà, se sarà questa. Si tratta di un programma che l’Università degli Studi della Tuscia sta portando avanti e al quale anche noi come Club per l’Unesco abbiamo dato la nostra disponibilità redigendo un manifesto di intenti, per contribuire a un lavoro comune che parta in primo luogo dalle associaizoni, dalle popolazioni e dal basso». Riguardo al ruolo degli enti locali Dottarelli rimarca: «Non c’è stata una grande partecipazione da parte degli enti locali alle riunioni sul contratto di lago. Purtroppo corrono dietro alle possibilità di avere disponibilità economiche e progetti più immediati».
All’incontro è intervenuto anche il giornalista Aldo Forbice, presidente dell’associazione Lago Ambiente, che ha sottolineato anche lui il silenzio delle associazioni e delle istituzioni pubbliche nella vicenda, auspicando, d’ora in poi, non solo una maggiore attenzione, ma anche «controllo e vigilanza», su quello che, seppur di proprietà privata, è comunque un bene di interesse pubblico.
Tiziana Mancinelli