Nazionale, 3 gennaio 2021 – Chi sperava che con lo strappo dell’ultimo foglio del calendario 2020 e l’arrivo del vaccino si voltasse la pagina di un nuovo capitolo esistenziale senza restrizioni e senza virus, è momentaneamente destinato a restare deluso. Al vaglio, in queste ore, l’estensione delle restrizioni applicate nel periodo natalizio. Tutto pronto, dunque, per condire la
tradizione e i suoi modi di dire, con il sapore amaro della pandemia: «Epifania tutte le feste si porta via, ma non le restrizioni». Le misure restrittive varate dal governo durante le feste di Natale e Capodanno scadranno il 6 gennaio, ma non sarà un “libera tutti”. L’esecutivo sta valutando l’estensione delle restrizioni dal 7 gennaio in poi. Dopo l’Epifania, quindi, l’Italia non tornerà gialla. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ne ha discusso in un vertice da poco concluso con i capidelegazione della maggioranza. Tra le ipotesi al vaglio, c’è quella di un provvedimento ponte tra il 7 e il 15 gennaio, ovvero tra la data di scadenza del decreto natalizio e quella del Dpcm del 3 dicembre. Al vertice odierno hanno preso parte anche il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. Il ministro per la Salute Roberto Speranza, che era collegato in videoconferenza, vedrà nelle prossime ore il Cts e i membri della Cabina di regia per il monitoraggio regionale. 
Tra le ipotesi che si stanno valutando ci sarebbe l’istituzione di una “zona gialla rafforzata”, come quella in vigore a Natale, e, quindi, la chiusura delle attività nei festivi e prefestivi e il limite agli spostamenti, misure da applicare subito almeno per un mese, adottando un nuovo dpcm valido fino ai primi giorni di febbraio. Al vaglio anche l’ipotesi di prolungare le attuali misure natalizie fino al 15 gennaio, e valutare, poi, a quella data i numeri dei contagi. Si parla anche di rivedere il sistema che stabilisce il collocamento delle Regioni in una fascia di un certo colore. Si starebbe pensando, in particolare, di abbassare di 0,5 punti il valore Rt fissato attualmente a 1,25 per finire in zona arancione e a 1,5 per andare in quella rossa. Con questa nuova soglia tre Regioni si colorerebbero di arancione: Calabria Liguria e Veneto, mentre altre ci si avvicinerebbero, è il caso di Basilicata, Lombardia e Puglia.
