Ex Terme Inps, una storia lunga secoli che potrebbe prima o poi trovare il suo epilogo: felice, sperano i viterbesi e le associazioni che si battono per la messa in funzione della struttura. Ma appunto, visti anche i precedenti: le tante difficoltà, le troppe indecisioni, i puntuali ritardi, è ancora solo una speranza.\r\n\r\n“Anche i precedenti amministratori hanno provato a rilanciare la struttura ex Terme Inps – ha detto l’assessore competente al Comune di Viterbo, Antonio Delli Iaconi – ma non è semplice”. Non si può dargli torto, in effetti. Rivolgersi al mercato, ora, che la crisi economica ha demolito gli stock di liquidità non è un’impresa facile. Forse, se fosse stato fatto prima, ai tempi del boom economico, e quando lo stabilimento non era ancora arrivato a uno stato tanto rovinoso come ora, le ex Terme Inps avrebbero potuto conoscere sorte più felice in modo più immediato e agevole.\r\n\r\nMa adesso: il degrado accumulato, la congiuntura difficile, rendono tutto più arduo, anche se insufficiente per arrendersi.\r\n\r\n“Ci sono stati diversi problemi che abbiamo dovuto affrontare – prosegue Delli Iaconi – intanto convincere un investitore a spendere 15 milioni di euro su una struttura in concessione e non in proprietà non è facile. Inoltre bisogna individuare la strumentazione giuridica e risolvere il dilemma della disponibilità d’acqua”. Mercato, strumento giuridico e acqua sarebbero stati quindi i nodi affrontati dall’amministrazione Michelini sulla pratica “ex Terme Inps”. Tutti risolti, secondo Delli Iaconi: “Grazie alla legge regionale abbiamo superato l’ipotesi di costituire una società mista Regione Comune per affidare la struttura ai privati. Una formula complessa che avrebbe fatto perdere tempo, pensiamo solo alla costituzione e alla nomina dei consigli di amministrazione. Il problema dell’acqua lo abbiamo risolto. L’ipotesi di attingere alla fonte delle Zitelle non è economica, perché richiederebbe un forte investimento per portare l’acqua alle ex Terme Inps. La stessa Regione ci dice che esse devono funzionare come prima e quindi rifornirsi presso il Bulicame. Avevamo stabilito i limiti di acqua per le Terme dei Papi, per lasciarne una disponibilità anche alle ex Terme Inps, ma la società ha impugnato la decisione. Il Tar ha concesso per due volte la sospensiva, ma ora il Consiglio di Stato l’ha respinta. Il giudizio finale ancora non c’è, ma siamo fiduciosi che sia in linea con quanto disposto dal Comune, in modo da garantire l’acqua a entrambi gli stabilimenti Terme dei Papi ed ex Terme Inps. Finora, però, il contenzioso non ci ha permesso di sapere con precisione la disponibilità di acqua sulle ex Terme Inps, e quindi non siamo potuti andare avanti con il rilancio. Ora, anche in base allo studio aggiornato del prof. Piscopo che stabilisce la quantità di emungimenti possibili dai vari punti, senza compromettere l’equilibrio del bacino, sappiamo che abbiamo disponibilità necessaria di acqua per la Città Termale”. A questo punto, quindi, resta l’incognita mercato che potrebbe essere risolta dal piano di reindustrializzazione del Lazio varato dalla Regione con la previsione di strumenti che agevolano gli investimenti da parte degli imprenditori. “Abbiamo presentato un progetto”, dice Delli Iaconi fiducioso. “La Regione si è anche impegnata a mettere a disposizione un professionista che possa fare una ricerca di mercato degli investimenti”.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n
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