Home Cronaca Fermato presunto killer di via S. Luca: “È stata un’azione criminosa molto, molto, molto violenta”.
Fermato presunto killer di via S. Luca: “È stata un’azione criminosa molto, molto, molto violenta”.

Fermato presunto killer di via S. Luca: “È stata un’azione criminosa molto, molto, molto violenta”.

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Viterbo – Nato in Corea del Sud, 22 anni fa, e cittadinanza statunitense. Era venuto in Italia da poco meno di due mesi in aereo e risiedeva in un B&B a Capodimonte. A inchiodarlo, come il presunto killer di Norveo Fedeli, noto commerciante del centro storico di Viterbo, assassinato all’interno del suo negozio in via San Luca, sono state le telecamere presenti in zona. La sua foto, diffusa tra le forze dell’ordine è stata riconosciuta da un carabiniere della stazione di Capodimonte. E proprio, qui, oggi, verso l‘ora di pranzo è stato individuato “mentre passeggiava in centro”.  Nei suoi confronti è stato disposto un  decreto di fermo per omicidio volontario e rapina. Un provvedimento adottato poiché, secondo gli inquirenti, sussisterebbe il pericolo di fuga.Un ragazzo pericolosissimo che poteva scappare”, dice il procuratore capo di Viterbo, Paolo Auriemma, nell’odierna conferenza stampa, che si è tenuta  presso la Procura della Repubblica insieme alla pm Eliana Dolce, che sta coordinando le indagini, Gian Fabrizio Moschini, capo della squadra mobile, e il comandante del nucleo operativo  Guglielmo Trombetta. Una pericolosità dedotta dalle  “modalità del fatto che illuminano, a nostro giudizio, l’indole di chi l’ha commesso – spiega Auriemma – Si è trattato di un’azione criminosa molto, molto, molto violenta“,  tanto che il fermato si sarebbe cambiato i vestiti dentro il negozio perché sarebbero stati sporchi di sangue, è la ricostruzione degli inquirenti. “Un indumento con tracce di sangue” sarebbe stato ritrovato anche nel negozio, altri presso il luogo in cui dimora”. A carico della persona fermata “non ci risultato reati commessi sul territorio italiano – prosegue Auriemma – ma la sua identificazione è avvenuta meno di 24 ore dal fatto. Più tempo ci vorrà per sapere se lo stesso abbia precedenti nei paesi esteri di provenienza.  In Italia era arrivato da poco, conosce poco l’italiano e ha avuto bisogno di un interprete  – prosegue il procuratore capo –  conosceva pochissime persone che abbiamo già  sentito.

“È stato fermato e portato in caserma per essere sottoposto a dei controlli durante i quali sono stati ritrovati sulla sua persona gli stessi occhiali immortalati dalle telecamere – spiega Trombetta – Aveva piccoli tagli, uno sulla mano e uno sul viso, che potrebbe essersi procurato in seguito a una colluttazione, e leggere tracce di sangue sulle scarpe. La perquisizione è stata poi estesa al  luogo dove domiciliava. Qui sono state ritrovate delle cose sottratte alla vittima, come il portafoglio con i documenti e alcuni capi di abbigliamento, e la carta di credito con cui il presunto assassino si era recato altre volte nel negozio di Nirveo Fedeli e aveva cercato, senza andare a buon fine, di pagare dei vestiti”. Sarebbero stati proprio questi il presunto movente del delitto. Alla vittima sarebbe stato sottratto anche il telefono cellulare, poi abbandonato in fondo a una scalinata nel vicolo retrostante via San Luca.

 

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Presunzione di innocenza

Il sistema penale italiano si fonda sulla presunzione di innocenza riconosciuta all’articolo 27 della Costituzione italiana, per cui una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

Un indagato è solo una persona nei confronti della quale si svolgono delle indagini preliminari in un procedimento penale.

 

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.