Home Cronaca Festa della Polizia, il questore Macera: “Non serve militarizzare. Ci vogliono anticorpi, società e cultura”.
Festa della Polizia, il questore Macera: “Non serve militarizzare. Ci vogliono anticorpi, società e cultura”.

Festa della Polizia, il questore Macera: “Non serve militarizzare. Ci vogliono anticorpi, società e cultura”.

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Viterbo – “Non serve militarizzare, creare parentesi di presidi, ma ci vogliono anticorpi. È necessario un cambio di mentalità: l’equazione più reati più forze di polizia è superata. Occorre una battaglia sociale, culturale, istituzionale. Ci vogliono anticorpi“. Sono le linee tracciate dal questore di Viterbo, Massimo Macera, durante la celebrazione della Messa per la ricorrenza di San Michele Arcangelo, patrono delle polizia di Stato, stamattina nella chiesa di Sant’Angelo in Spata a Viterbo. “Siamo qui – ha detto non solo per celebrare una ricorrenza religiosa, espressione di devozione verso il nostro patrono, ma anche per condividere un momento di fede, spiritualità, con la gente e le istituzioni della nostra provincia. Costituisce l’occasione per dare stimolo ulteriore al nostro impegno quotidiano come polizia di stato nell’interesse supremo della collettività. La criminalità – ha detto ancora il questore – non può essere combattuta solo con le misure di contrasto della magistratura e delle forze dell’ordine. Non è sufficiente, servono anticorpi nella società e nelle istituzioni. Si tratta di una battaglia istituzionale, sociale ed economica che ci coinvolge tutti.   Abbiamo l’obbligo di dare ascolto alla voce della gente onesta, per difenderla dalla prepotenza, da chi non garantisce i diritti. Nella logica del ripristino della legalità va riaffermato il principio per cui a un atto corrisponde sempre una conseguenza”. Sullo stesso tenore il discorso del vescovo Lino Fumagalli che ha inviato ad essere: “costruttori di una società migliore attraverso le vostre azioni. Michele è l’arcangelo che combatte e protegge. La sua presenza rassicura il popolo di Dio. Per questo  possiamo facilmente comprendere perché sia il patrono della Polizia di Stato.  Il suo compito, come quello dell’arcangelo, è quello di lottare e difendere la dignità della persona contro ogni attacco e prevaricazione. Educhiamoci ed educhiamo per gettare le basi di un futuro migliore. La persona umana è un guazzabuglio per cui anche i più delinquenti sono capaci di conversione e miglioramento”. Alla celebrazione sono intervenute numerose autorità civili e militari. Il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, il Prefetto Giovanni Bruno ed il procuratore capo Paolo Auriemma,  il sindaco di Blera in rappresentanza del presidente della provincia, le associazioni A.N.P.S. Presente anche il presidente della Camera di commercio Domenico Merlani. In chiesa, sui banchi, le divise dei  tanti poliziotti presenti. Mobile, Digos, anticrimine.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.