Festa unità nazionale: 100 anni dalla prima guerra mondiale, 100 papaveri rossi ricordano chi ha dato la vita per la Patria.
Viterbo – Inizia tutto, e tutto finisce, in quel paio di scarponi consunti dalle lunghe marce e dalla fatica, un tempo anche sporchi di sangue, lacerati dalle macerie e dalla guerra, che ora finiscono, simbolicamente, sul sentiero che conduce al monumento del Sacello in memoria ai Caduti al Sacrario: dentro a quelle scarpe 100 papaveri rossi realizzati all’uncinetto dalle donne dell’associazione Yarn Bombing, foto e cartoline sparse intorno, compagne di viaggio dei soldati dell’epoca, e oggi, ancora, testimonianze di quegli eventi a 100 anni dalla fine del primo conflitto mondiale. Oggi 4 novembre: giorno dell’Unità Nazionale e festa delle forze armate. Il sindaco, Giovanni Arena, e il prefetto, Giovanni Bruno, compiono quel tratto delimitato sui lati da quelle scarpe, ripercorrono i passi invisibili della storia, fino alla corona deposta in onore dei Caduti. Poco prima l’alzabandiera, mentre alle 10 l’arrivo della compagnia d’onore interforze, schierata al Sacrario, l’ingresso dei medaglieri e dei labari. Tre squilli di tromba hanno dato inizio alla cerimonia dell’alzabandiera. Il messaggio del ministro alla Difesa e quello del presidente della repubblica, la preghiera per la Patria. Intorno la gente assiste, incurante della pioggia che a sprazzi bagna la piazza, ma di certo non lava via il ricordo degli eventi che hanno contribuito a fare dell’Italia ciò che oggi è. Una nazione libera e democratica. Poi la pioggia diventa ancora più insistente, un vero rovescio che bagna quelle immagini, come hanno fatto, a suo tempo, le lacrime di chi ha pianto quanti hanno sacrificato il bene supremo della vita a un ideale di patria, e oggi torna a sorridere proprio da quelle foto, quasi avessero già avuto negli occhi il nuovo mondo che il loro sacrificio avrebbe donato al popolo italiano.
Tiziana Mancinelli
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