Viterbo, 14 ottobre 2024 – Non si entra e non si sbircia, se non a fatica: il cantiere di Piazza del Plebiscito si è trasformato in questi giorni in una fortezza del silenzio, dopo che la ruspa ha sollevato un lastrone, rivelando una cavità che si incunea nel sottosuolo. Stop immediato dei lavori. Tutto passa alla sovrintendenza per capire se ci sia qualcosa, in particolare una testimonianza del passato, da tutelare. E mentre nella piazza cuore del centro storico si infittisce una sorta di mistero, incorniciato in quel piccolo riquadro nero e buio sul pavimento che apre a un mondo sotterraneo ignoto, l’assessore Stefano Floris accende la fiamma della razionalità. Quella cavità a Palazzo dei Priori se l’aspettavano, anche se gli appassionati del genere Indiana Jones, possono ancora sperare in un sussulto di avventura. Domani, infatti, arriverà la sovrintendenza e si saprà se quel buco che è stato aperto non ha nulla da dire, oppure il cuore della terra è pronto a restituire qualche suo segreto custodito nel tempo. La vicinanza dell’antica chiesa di Sant’Angelo in Spatha contribuisce a tenere accese le speranze di qualche sorprendente scoperta, anche se, probabilmente, non sarà così. A non essere rimasti sorpresi sono gli amministratori di Palazzo dei Priori: “Lo avevamo presunto – dice l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris, – avevamo fatto indagini geofisiche sulla prima parte della piazza già riqualificata e avevamo visto la presenza di una rete di sottoservizi che presumibilmente si sarebbe estesa anche nelle altre parti della piazza“. Il buco che si è aperto nel pavimento è stato, quindi, “una conferma di quello che avevamo già intuito”, non una sorpresa. Secondo Floris, quindi, la cavità che si è aperta nel sottosuolo rivelerebbe ” una fognatura ottocentesca o dei primi del Novecento”, che si potrebbe estendere “fino a via Roma e raccordarsi con quella che scende da via dell’Orologio Vecchio“. “Le rilevazioni preventive non erano state fatte su questa parte di piazza perché per usare il georadar avremmo dovuto togliere la pavimentazione di porfido. La cavità che si è aperta è piuttosto stretta, una persona non potrebbe calarcisi se non a fatica, è larga 40 centimetri, profonda 80“,dice l’assessore. L’ingresso della fognatura potrebbe, invece trovarsi a pochi metri. Nessun ritardo sul cronoprogramma dei lavori, assicura Floris, anche se per il monto i lavori sono sospesi in attesa dei controlli e delle rilevazioni che dovrà fare la sovrintendenza. “Il sopralluogo della sovrintendenza e la presenza dell’archeologo sul cantiere era già previsto a monte dell’attività di scavo“, commenta l’assessore ai Lavori Pubblici, “la Sovrintendenza aveva già imposto di fare ricerche e trincee. In questi giorni faremo quello che era stato previsto. Sperando che non esca fuori niente di eclatante” dice Floris. Il cantiere dovrebbe “concludersi a gennaio 2025 per questa prima parte”, informa Floris, mentre la “seconda parte si realizzerà a primavera. L’obiettivo – conclude – è arrivare al prossimo trasporto di santa Rosa, a settembre 2025, con la piazza completamente riqualificata”. Sembra certo, invece, che anche per questo Natale a Piazza del Plebiscito “Avremo ancora un pezzo di cantiere – dice Floris – cercheremo di restringerlo più possibile. Ma ci sarà”.