Forza Italia pronta a riconsegnare Palazzo Gentili al centrosinistra? Lega “confusa”.
Viterbo, 7 novembre 2021 – Palazzi in fermento: sicuramente quello in via Saffi, sede della Provincia, e, vista la poca distanza con Piazza del Plebiscito, chissà che le scosse non arrivino fino a quello dei Priori, dove “risiede” il comune di Viterbo. La data da cerchiare in “rosso” sul calendario, è quella del 18 dicembre 2021, giorno in cui si procederà al rinnovo dell’amministrazione provinciale.

Ed è proprio al centro che la storia potrebbe ingarbugliarsi con l’ago della bilancia che potrebbe oscillare imprevedibilmente tra una sponda e l’altra. Dopo il governo alla “Draghi” a Palazzo Gentili, che aveva visto sancire un’alleanza tra centrodestra e centrosinistra, per la prima volta insieme, in nome di una legislatura di ripartenza dopo il Covid, senza distinzione di colori, la maggioranza si è assottigliata, con la fuoriuscita dall’esecutivo Nocchi, di Lega e Fratelli d’Italia. A sostenere il presidente dem è rimasta solo Forza Italia, a braccetto con il Pd, con Alessandro Romoli saldamente nel ruolo di vice presidente.

E sarebbe proprio quest’ultimo, pare, ad accarezzare la prospettiva di continuare su questa strada, rinnovando l’asse con il Partito Democratico alla prossima tornata elettorale, aprendo una spaccatura nel centrodestra e riconsegnando, probabilmente, Palazzo Gentili ai dem. Questo potrebbe essere uno degli scenari che si vanno profilando all’orizzonte e che, comunque, potrebbe non trovare molto spazio in quel rinnovato patto di unità del centrodestra a livello nazionale, dopo le deludenti amministrative nei comuni italiani. C’è da capire, poi, anche all’interno del perimetro locale quanti forzisti sarebbero disposti a saltare la “staccionata”, ad abbandonare Fratelli d’Italia e Lega per unirsi definitivamente al Pd. Un azzardo da valutare anche sotto il profilo del “consenso”, in un contesto in cui gli elettori di centrodestra hanno iniziato a disertare le urne, chissà, forse proprio per quel “governissimo” con tutti dentro che sta guidando l’Italia. Ma i dilemmi non sarebbero solo “Azzurri”. Anche all’interno del Carroccio locale la linea non sarebbe per niente chiara. Secondo quanto riporta il Corriere di Viterbo, alcuni consiglieri comunali ricollegabili al senatore Umberto Fusco e al presidente del consiglio Stefano Evangelista, potrebbero convergere su Romoli. Ed è sempre il Corriere a parlare di un avvicinamento del numero uno della Lega viterbese, Umberto Fusco, a Carlo Calenda, in vista delle prossime candidature alle politiche del 2023, quando il taglio dei parlamentari diventerà definitivo, allontanando per molti la prospettiva di un seggio.

Insomma, una virata a sinistra, da parte di un pezzo dell’attuale centrodestra, seppur in una provincia, in un momento in cui forse la chiarezza e la coerenza sono le garanzie maggiormente richieste dal cittadino, potrebbe fare più chiasso del previsto e innescare, magari, conseguenze imprevedibili. Una crepa che potrebbe facilmente estendersi a Palazzo dei Priori dove proprio la permanenza di Forza Italia accanto al Pd in Provincia, già provoca laceranti mal di pancia, tanto da chiedere nell’ultimo rimpasto di giunta, una presa di posizione chiara da parte degli azzurri. Cosa accadrebbe se il divorzio di Forza Italia da Lega e Fratelli d’Italia divenisse definitivo? Punti interrogativi, tanti. Anche nel caso in cui il centrodestra si presentasse unito per il rinnovo della Provincia, non sarà facile scegliere tra i tre candidati in campo: il giovane e promettente Giampieri, un imprenditore dello spessore di Giulivi ed Alessandro Romoli, anche lui, persona politicamente preparata. I nomi, insomma, ci sono. I numeri pure. A meno che, pure stavolta, il centrodestra non deciderà di farsi del male da solo. Ipotesi, per qualcuno, da evitare ad ogni costo, pure quello di candidare niente di meno che il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena. Anche, questa, infatti, è una delle ipotesi che circola in queste ore, anche se sembra poco probabile.