Home Cronaca Strada Teverina nel degrado e senza luce, il Comune pensa ai pali fotovoltaici.
Strada Teverina nel degrado e senza luce, il Comune pensa ai pali fotovoltaici.

Strada Teverina nel degrado e senza luce, il Comune pensa ai pali fotovoltaici.

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Viterbo, 5 marzo 2024 – Pali fotovoltaici su strada Teverina per ovviare all’assenza dei lampioni dalla rotatoria fino al centro geriatrico Giovanni XXIII. In Comune ci starebbero lavorando, Intanto, però, la strada continua a versare da anni nel buio e nel degrado con condizioni di potenziale pericolo.  

La mancanza della luce pone rischi sul piano della sicurezza,  non solo quella legata a possibili episodi di criminalità che potrebbero verificarsi con la complicità del buio, vista la presenza di diverse realtà commerciali e residenziali in zona, ma anche quella riguardante il transito pedonale che si registra sul marciapiede che collega la casa di riposo Giovanni XXIII e il quartiere Santa Barbara: un’infrastruttura utilizzata non solo dagli anziani che escono dal centro e si recano alla posta, al bar, dal tabaccaio o a fare la spesa nel popoloso quartiere, ma anche per i residenti della zona e chi viene qui a correre o a camminare, nella tranquillità di un tratto urbano poco fuori dalla città.

Il marciapiede appare dissestato con crepe e  buche soprattutto in prossimità delle discese e delle risalite all’incrocio con i passi carrabili. Tutto ciò unito all’erba alta che spesso si registra durante la stagione della fioritura.

Una situazione che costringe i pedoni a scendere dal marciapiede e camminare sul ciglio della strada, anch’essa piena di buche, con le auto che sfrecciano via veloci e al buio. Un problema che commercianti e residenti segnalano già da qualche tempo. Non solo loro.

Il direttore della casa di riposo Attilio Rosati commenta al riguardo: “Se uno dei nostri ospiti si sente male”, dice, “o per qualunque altra emergenza, noi non siamo un presidio sanitario, dobbiamo chiamare il 118. Come fa un’autoambulanza a trasportare un paziente malato su una strada da rally come questa?”, dice Rosati, che mette in evidenza “la presenza in questa zona di altre strutture. Non ci siamo solo noi”, dice, “c’è anche la casa circondariale di Mammagialla e Villa Rosa”, la strada, pertanto, necessiterebbe di maggiore attenzione. “Le strade di Viterbo sono in uno stato di totale dissesto”, osserva Rosati, “ma soprattutto quelle percorse dalle auto ambulanze andrebbero sistemate”. E proprio all’altezza dell’ingresso del centro geriatrico Giovanni XXIII il degrado e l’abbandono disegnano uno dei loro affreschi più eloquenti. I due semafori sono rotti e, quindi spenti, ad uno manca addirittura un occhiello di vetro, lungo il palo penzola un filo di plastica alla cui estremità dondola la cassetta rotta e sporca del pulsante per la fermata a chiamata. Stesso stato l’altro semaforo, che non ha più nemmeno la cassetta, ma solo una piastra e cavi elettrici all’aria. Completano il quadro in stile paese degli zombies due cabine per l’attesa del pullman con grossi fori nel vetro, da cui partono reticoli di incrinature, muschi e licheni sulla tettoia, al di sotto di essa un tappeto di foglie e bottiglie di birra abbandonate in terra. Anche le strisce pedonali, nemmeno a dirlo, sono prossime a esalare l’ultimo respiro: quasi scomparse sulla carreggiata. Muovendosi dalla casa di riposo verso santa Barbara, il paesaggio urbano non cambia: grosse buche e una fogna puzzolente, indicata con particolare stizza dalla signora Roberta del bar 36D, una dei tanti che paga le tasse e vorrebbe vivere in una città decorosa.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.