Viterbo – Cena di Pasqua per Fratelli d’Italia, con il coordinatore nazionale Guido Crosetto. I meloniani si sono ritrovati in un noto ristorante alle porte di Viterbo. Atmosfera accogliente, clima familiare, volti sorridenti. Sembra quasi Natale, se non fosse per quel gigantesco uovo con la “fascia” tricolore che campeggia all’inizio della sala. È il premio per la riffa. E dove c’è l’uovo, c’è sempre una sorpresa. Poco prima dell’inizio della cena, eccola materializzarsi sull’ingresso della sala: Daniele Sabatini. Anche lui volto sereno, sorriso aperto. Lo raggiunge immediatamente l’onorevole Mauro Rotelli che fa gli onori di casa. Pochi istanti e tutti i maggiorenti di Fratelli d’Italia lo circondano in un caloroso abbraccio. La presenza di Sabatini a un evento ufficiale fa notizia, soprattutto dopo le numerose indiscrezioni circolate nei mesi scorsi circa un avvicinamento dell’ex consigliere regionale alla squadra di Giorgia Meloni che ha già arruolato tra le sue fila molti riferimenti politici di Sabatini, da Augello ad Angelilli, candidata, quest’ultima alle europee di maggio. Sabatini precisa: “Sono qui da semplice cittadino, anche se tutti sanno che ho sempre sostenuto Roberta Angelilli“. Sabatini e Rotelli posano per una foto insieme, un patto che si suggella? Sopra non c’è il vischio, ma il simbolo di Giorgia Meloni che campeggia alle loro spalle. Il senso è lo stesso. Alla cena c’è tutto il quartier generale di Fratelli d’Italia. A iniziare dal comune di Viterbo: gli assessori Allegrini e De Carolis, i consiglieri comunali Grancini, Buzzi, Bianchini, Scardozzi. Il portavoce provinciale Giampieri e quello comunale Fini. Ci sono diversi sindaci della Tuscia e amministratori dei vari consigli comunali. C’è pure Giuseppe Peruzzi. Prima della cena prende la parola Guido Crosetto: “Mi sono dimesso dalla Camera, perché la politica è una passione che va al di là del posto che si ricopre. Oggi siamo qua con lo spirito che avevamo all’inizio. Fratelli d’Italia è il luogo in cui le persone possono diventare comunità. Il Paese ha bisogno che qualcuno parli della politica con la “P” maiuscola. Ci hanno spiegato che il parlamento non serviva a niente. Hanno distrutto la sua forza. Ci hanno detto che le istituzioni erano marce. Senza di esse, peró, i cittadini sono senza difesa. I deboli sono sempre più deboli e i poteri forti diventano sempre piu forti. Le grandi banche e i gruppi industriali non hanno bisogno delle istituzioni per difendersi. Per me la politica è svolgere un servizio. Quando ho rinunciato al seggio in parlamento, mi hanno guardato come se fossi un ufo. Abbiamo un governo fatto per metà da persone che hanno scritto con noi il programma, per l’altra metà da altre che la pensano diversamente da noi. La politica non la può fare chiunque. Ci vuole competenza. Un agricoltore, un medico, un idraulico, lo deve fare chi lo sa fare. In politica, ancor di più, serve preparazione e professionalità. Serve conoscere l’amministrazione. Saper gestire i rapporti internazionali. Abbiamo firmato un accordo con la Cina che non ci ha portato niente di positivo. Al contrario: ci siamo trovati contro la Nato e l’Occidente. Il giorno dopo la firma dell’accordo siamo corsi a chiedere scusa a Trump. Il mondo ci guarda e ci chiede: ma questo Paese cosa vuole, con chi sta?. La Russia, la Cina, l’America non ci considerano”. Arriva poi la stoccata sui migranti: “Finché sono 100, 1000, li puoi rimandare indietro. Ma quando si muoveranno un milione, che cosa faremo?. Le persone non le fermi. Della questione Libia parliamo da un anno. Inascoltati”. Crosetto si sofferma, poi, sul sistema Europa. “Ora che in difficoltà ci stanno le banche tedesche, la Germania cambia le regole. Ma non sono i tedeschi che sbagliano. Siamo noi che non siamo stati capaci si cambiarle quando in crisi ci stavano le nostre banche. Siamo andati in Europa con il cappello in mano, perché fossimo accolti in quel gruppo che, in realtà, noi abbiamo fondato. Il manifesto di Ventotene “Per un ‘Europa libera e unita” che spesso richiama la sinistra è inquietante:”Il popolo è troppo stupido per governare. È questo quello che ci vuole dire quel manifesto. Che l’Europa deve togliere il potere ai popoli, che devono essere governati da un’élite”. Corsetto passa poi a parlare del suo partito: “Siamo troppo piccoli per sopravvivere nel mondo, abbiamo bisogno di una famiglia più grande. Scusate se vi ho parlato di cose alte, ma la politica ė una gara che tende al più. Scusate se non ho detto male degli altri partiti, ma io voglio essere meglio degli altri, non voglio dire male degli altri per apparire bravo. Il mondo cambierà, noi dobbiamo avere il coraggio di segnare la strada. Giorgia è la più grande combattente. Fratelli d’Italia nasce come una famiglia che deve crescere sempre di più. Anche noi sbagliamo, non siamo santi, ma è importante avere un gruppo che ti dà uno schiaffo e ti rimette sulla strada giusta”. Al termine del suo intervento Crosetto ha ricevuto in dono alcuni prodotti della Tuscia.
















