Il Patto civico in ritiro: su cosa punta Frontini per farsi rieleggere.
Viterbo, 7 ottobre 2025 – Le buone abitudini non si perdono, e il gruppo dei civici di Chiara Frontini tra queste annovera certamente quella del tradizionale ritiro, pratica che la maggioranza di Palazzo dei Priori segue fin dall’inizio del mandato. E ora che i cinque anni di governo si avviano al termine, ritrovarsi per stringere i legami e confrontarsi, diventa ancora più vitale e necessario. Il Patto civico, dunque, è andato in ritiro pure quest’anno, scegliendo la cornice suggestiva dei Piani degli Alpaca, a Tarquinia, paesaggio che induce alla calma e alla serenità. Bocche cucite sul contenuto del soggiorno, il cui resoconto è stato affidato a un comunicato stampa. “L’obiettivo della maggioranza e della giunta – scrivono – è adesso quello di imprimere un decisivo giro di vite ad una serie di progetti importanti che, probabilmente come mai avvenuto fino ad oggi, stanno cambiando il volto della città, dando risposte concrete agli abitanti dei vari quartieri e risolvendo questioni rimaste bloccate da anni”. Che l’asso nella manica di Chiara Frontini fosse il PNRR era piuttosto scontato, quale biglietto da visita migliore presentare ai cittadini, se non l’enorme pacco di opere che stanno cambiando Viterbo, trasformato in questi cinque anni in un perenne cantiere? Questo sarebbe stato uno degli argomenti del ritiro, con il primo giorno dedicato a una sorta di giro tavola durante il quale i vari consiglieri hanno potuto esporre ognuno il proprio punto di vista e le considerazioni sulla personale avventura alla guida di Palazzo dei Priori. Ma il succo, poi, sarebbe stato un altro: concludere entro il 2026 quelle opere che andranno a formare la “dote” con cui Chiara Frontini cercherà di siglare un altro matrimonio per altri cinque anni con i viterbesi. Le opere su cui la sindaca vorrebbe stringere sarebbero innazitutto il completamento dell’ex tribunale in piazza Fontana Grande che ospiterà gli uffici comunali, intervento considerato particolarmente strategico in quanto consentirà di fare un prezioso passo avanti nella politica di ripopolamento del centro storico che è stata sbandierata da ogni sindaco, anche da Frontini. Si punterebbe poi al completamento di tutte le opere infrastrutturali del quadrante nord e del collegamento dei quartieri Santa Barbara e Santa Lucia. L’amministrazione Frontini vorrebbe anche terminare prima della fine del mandato le scuderie Sallupara ubicata in quel quartiere, San Faustino, dove la sindaca ha già aperto l’ufficio elettorale del Patto Civico. Obiettivo 2026 anche quello di dare definitiva forma e operatività al triangolo di Valle Faul destinato all’accoglienza turistica: recupero del Lazzaretto, della pensilina del Sacrario e della ex casa di Alfio. C’è poi la chiesa di Sant’Orsola nell’elenco delle opere su cui correre e la torre civica, altro “sogno” inseguito dalle ultime tre amministrazioni, a cui taglierà il nastro proprio Chiara Frontini. Tra le carte che si giocherà la sindaca contro i suoi avversari per essere riconfermata alla guida di Palazzo dei Priori, ci sarà anche la scuola Boat di Santa Barbara, tirata fuori dalle “secche” in cui stava da anni proprio dal patto civico, avrebbero sottolineato durante il ritiro. La due giorni, alla fine, si è rivelata una bella spinta motivazionale per la quasi totalità dei consiglieri, che si sarebbe dichiarata pronta a ricandidarsi. “Due giorni di lavoro sui tanti dossier in via di definizione e un confronto per fare il punto sulla situazione politica ed amministrativa di Viterbo”, recita la nota inviata dal Patto civico. “L’ormai tradizionale ritiro d’autunno con consiglieri comunali ed assessori -prosegue – si è svolto in un clima di forte motivazione e coesione, in vista dei prossimi mesi. Soddisfazione per i tanti risultati raggiunti, ma anche la consapevolezza di dover adesso percorrere l'”ultimo miglio” mantenendo chiarezza di intenti e coralità, è emersa dagli interventi di tutti i partecipanti”, conclude la nota.