Gloria e la formazione “invisibile” dei facchini che l’accompagnano. Oggi l’arrivo a San Sisto.
Viterbo – La parola dà forza ai pensieri, rende reali le cose. E sulla macchina di Santa Rosa, con l’esordio di Gloria in Excelsis, alle sculture che hanno sempre caratterizzato ogni progetto, si sono aggiunte le parole. Non casuali, ma un nome e un cognome. Per ogni angelo, un ricordo: l’evocazione di un facchino scomparso, dal 1988 ad oggi. Del resto uno dei miracoli più riusciti del trasporto della macchina, è proprio la memoria, la conservazione nel tempo dello spirito di una tradizione e degli uomini grazie alla quale essa vive e sopravvive intatta nei secoli. E con Gloria in Excelsis, l’ideatore, Raffaele Ascenzi, ha reso ancor più forte quella “memoria” “incollando” alla macchina una “formazione” invisibile di facchini che ne hanno contribuito a fare la storia e che ogni sera del 3, finché Gloria avanzerà nel buio della notte tra gli applausi della gente, sono lì, con la rievocazione dei loro nomi assegnati ad angeli e leoni, vicini ai loro fratelli che offrono il loro contributo al rinnovo del patto con Rosa, di generazione in generazione . “I facchini scomparsi, i cui nomi sono stati abbinati agli angeli e ai leoni, sono stati molto importanti per me – dice Raffaele Ascenzi -. Le loro indicazioni, i loro consigli e la loro vicinanza sono stati fondamentali nella mia formazione di facchino, ma anche nella mia capacità di comprendere realmente le valenze della macchina di Santa Rosa. Il suo motore è umano, e capirne gli ingranaggi, significa entrare pienamente in quell’universo di valori che è il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa“. Raffaele Ascenzi ha vinto il concorso di idee del comune di Viterbo per il progetto della macchina di Santa Rosa ben due volte. La prima con
Ali di Luce, la seconda con Gloria in Excelsis la macchina attualmente “in carica”. Un risultato da associare sicuramente alla sua grande capacità di architetto ed artista, ma soprattutto al suo essere parte integrante di quel mondo, sulle spalle del quale, il miracolo di Rosa è fiorito nei secoli e ne trae nutrimento, come un fiore sempre vivo. Gloria in Excelsis è attesa stamattina tra le nove e le nove e mezza a San Sisto per l’assemblaggio. Ieri al capannone dei costruttori, i Fiorillo, i quattro pezzi della macchina sono stati caricati sui camion pronti per il “primo trasporto” di Gloria attraverso la città sui mezzi della ditta per arrivare stamattina al cantiere. “Abbiamo iniziato i lavori di rifinitura, il controllo dell’impianto elettrico – ha detto Vincenzo Fiorillo – e abbiamo iniziato a caricare i mezzi per procedere domattina al trasporto della cosiddetta carovana con tutti i conci sopra e la base. Partiremo domattina alle otto. Ci scorterà. come ogni anno, la Polizia Municipale, che ringrazio. Andremo a San Sisto facendo quasi un percorso a ritroso di quello che fa la macchina il tre settembre. Dopo essere passati sulla Tuscanese e in strada Teverina, arriveremo a piazza del Teatro, via Marconi, da lì risaliremo a piazza del Plebiscito, dove incontreremo le autorità come da tradizione, poi via Cavour e infine a San sisto dove inizieremo le operazioni di montaggio. Contiamo di terminarle intorno alle 18.30. La statua della Santa, invece, sarà collocate stasera dopo la cerimonia di benedizione del vescovo che inizierà alle 21″. Stasera sarà anche sostituita la corona di rose al collo della statua di santa Rosa che sorveglia in cima alle mura cittadine uno degli ingressi alla città. L’idea di questo omaggio floreale, una corona di rose di seta, è stata lanciata dai Fiorillo qualche anno fa, come gesto che testimonia la loro devozione, oltre che il loro impegno nella costruzione della macchina.



