Home Attualità Green pass bar e ristoranti, Salvini: «No. Scelte estreme. Non piacciono nemmeno a Draghi».
Green pass bar e ristoranti, Salvini: «No. Scelte estreme. Non piacciono nemmeno a Draghi».

Green pass bar e ristoranti, Salvini: «No. Scelte estreme. Non piacciono nemmeno a Draghi».

0
0

Nazionale, 15 luglio 2021 – Tampone e vaccino per andare al bar, al ristorante, magari pure per andare “a comprare il giornale»? Il leader della Lega, Matteo Salvini, parla chiaro: «Non scherziamo». Il modello che, secondo, Salvini «modello non è», sta provando a lanciarlo Macron in Francia dove le vaccinazioni sono molto più indietro che in Italia, con quali risultati, ancora non si sa. È di questi giorni l’inchiesta del Tg4 secondo il quale il possesso del green pass e il tampone non sarebbe controllato nemmeno negli aeroporti italiani dove si concentra il flusso di persone che arrivano o vanno in vacanza spesso tra Paesi diversi e dunque è alto il rischio di diffusione del virus. Figuriamoci cosa potrebbe accadere in milioni di esercizi commerciali. C’è poi la tematica della privacy nella gestione dei dati personali. A parte le possibili difficoltà pratiche ad attuare il modello Macron, però, ci sono anche altre considerazioni. «Le scelte estreme non piacciono né a me né a lui», risponde Matteo Salvini ai giornalisti chiedendogli se il premier, Mario Draghi, non condivide, come lui, la direzione presa dal presidente francese sul green pass. «Noi non siamo per gli estremi. Quello francese non è un modello, ma è un obbligo, una costrizione – dice Salvini Chiedere il green pass per andare a prendere il giornale, mangiare una pizza, è fuori discussione. Non vogliamo neanche ipotizzare  eventuali chiusure. Più contagi non significa più mortiRicoveri e terapie intensive sono sotto controllo. È un’estate con crescita a doppia cifra, i dati economici sono positivi, così come quelli sul turismo. La smettano gli allarmisti di professione. Quelli che preannunciano sciagure e chiusure. Lavoriamo con il buonsenso. La Lega c’è.  Nessun modello francese: non pensiamo di dover tirare fuori il tampone per un cappuccino o una pizza. Può essere una richiesta plausibile se ci sono eventi particolarmente affollati come allo stadio per esempio». Salvini chiede anche la riapertura dei locali  da ballo: «I giovani devono tornare a divertirsi in maniera “tamponata”, serate sicure, in posti sicuri, anziché nell’illegalità diffusa». Salvini preme per una «riapertura delle scuole per tutti in sicurezza. Tutti i bimbi e gli studenti devono poter tornare in classe senza esclusioni», dice e inoltre: «Abbiamo chiesto al presidente di rivedere i criteri dei colori delle regioni». Altro punto caldo di questi giorni il Ddl Zan: «Siamo d’accordo su norme che puniscono chi offende e aggredisce, no però alla cesura, al bavaglio, alla negazione della libertà di pensiero, al gender insegnato ai bambini. Se Enrico Letta insiste con l’ideologia, affosserà la legge e non farà il bene di lesbische e transessuali, che dice, invece, di voler difendere».

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.