Home Cultura Inaugurata la mostra di Paternesi in Sala Regia, Michelini: “Uno dei figli migliori di questa terra”

Inaugurata la mostra di Paternesi in Sala Regia, Michelini: “Uno dei figli migliori di questa terra”

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Viterbo – La mostra di Natale spalanca le porte della Sala Regia al noto e affermato artista viterbese, Alessio Paternesi. Un tributo dovuto a “uno dei figli migliori di questa terra”, ha commentato all’inaugurazione di ieri pomeriggio il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini. Protagonista di grande levatura nel panorama artistico della sua attività, Paternesi, originario di Civita Castellana, ha esposto con mostre personali e collettive in Italia e all’estero, soprattutto negli Stati Uniti. Nel 2005 gli è stato commissionato dal comune di Roma il “monumento in ricordo della Liberazione di Roma“, fortemente voluto dal soldato Harry Shindler, rappresentante in Italia dei militari britannici nella seconda guerra mondiale. Inaugurato il 4 giugno 2006 a Roma in piazza Venezia è stato collocato proprio di fronte all’Altare della Patria. La mano ispirata di Paternesi ha lasciato la sua impronta anche nella Tuscia. Porta la sua firma il monumento in bronzo dedicato ai Facchini di Santa Rosa, progettato nel 1995 e finito nel 1998, che si trova in Piazza della Repubblica a Viterbo, e il monumento in bronzo ai Caduti dell’ultima guerra mondiale, installato a piazza del Sacrario di Viterbo. Oggi  la sua mostra presso Palazzo dei Priori dal 7 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 regala alla città le opere di pittura e scultura, del grande artista, incastonate in un gioiello di indubbio valore qual è la Sala Regia. “Questo vuole essere un omaggio ad Alessio – dice l’assessore Antonio Delli Iaconi, subito dopo il taglio del nastro – ho sentito valutazioni straordinarie dai visitatori della mostra su queste opere non solo per il loro valore artistico, ma anche per tutto ciò che c’è dietro, ovvero la sensibilità di Alessio verso l’umanità e la donna in particolare”. Una mostra che si è concretizzata anche grazie allo spirito di iniziativa del giornalista Beniamino Mechelli che ha curato il catalogo e la selezione delle opere.

Alessio Paternesi è uno dei figli migliori di questa terra – ha commentato il sindaco Leonardo Michelini – almeno in questo periodo contemporaneo. La Tuscia ha dato buoni frutti, e continuerà a darne in futuro”. Elogio, dunque, a Paternesi, non solo per la sua indiscutibile levatura artistica, ma anche perché “non ha mai tradito la sua origine – dice Michelini –. Gli va riconosciuto nei suoi momenti espressivi questo senso di partecipazione artistica e di attaccamento personale alla nostra identità. Credo che con questa mostra siamo riusciti a fare una bella cosa, rendendo protagonista una bella persona. Grazie anche agli organizzatori per una partecipazione connotata da grande passione. Questa mostra è l’esempio di come si possano fare belle cose con energie sane e con poco sforzo economico. In questo periodo la città avrà la soddisfazione di venire in questa splendida sala, che è la più bella casa di Viterbo, per di più pubblica, ad ammirare questo grande artista”.

Concetto ribadito anche dallo storico dell’arte, Fulvio Ricci: “Sono onorato e orgoglioso di essere stato coinvolto in questa manifestazione dalla levatura eccezionale in un cornice stupenda, offerta da una delle più belle case pubbliche del Centro Italia. Stiamo inaugurando una mostra di livello internazionale, così come lo è Alessio Paternesi, persona di una tale gentilezza da sembrare uno di noi. La sua espressione pittorica e statuaria coglie gran parte del Novecento, grande secolo per l’arte contemporanea, che ha visto la nascita di forme come il cubismo, il simbolismo, la metafisica con nomi del calibro di De Chirico, Guttuso, Picasso. Interpreti che per Alessio Paternesi non stanno nel gotha alto, ma sono i suoi interlocutori che egli ha studiato e metabolizzato. Attraverso uno spirito per certi versi anche più raffinato, come quello di un fortissimo impegno sociale nel campo dell’ambiente e del recupero dei valori dell’Umanesimo, ci ha restituito degli oggetti d’arte che sono la sintesi di tutto questo”.

Infine la parola all’artista: “Ho rimesso piede qui dentro con Leonardo – dice rivolto al sindaco – sono stato assente per 20 anni. Quando mi hanno proposto questa mostra, devo confessarlo, non ero molto contento. Sono stato un po’ critico a volte verso le cose che sono state fatte. Non è presunzione, ma conosco l’arte, me ne occupo da quando sono nato. Questo è un luogo importante  e magico, dove bisogna entrare in punta di piedi tanta è la bellezza che esso racchiude. È una rarità. Ti mette quasi paura per quello che esprime. Sono poche le città che possono vantare un posto come questo. Qui siamo dentro la bellezza”, dice Paternesi esprimendo un concetto fondamentale per lui in una misura che si percepisce nella prima domanda contenuta nell’intervista di Beniamino Mechelli inserita nel catalogo della mostra. Il giornalista chiede all’artista: “Quanta verità c’è nella frase ‘La bellezza salverà il mondo’ che Dostoevskij fa dire al suo principe Miškin nell’Idiota?”.

Paternesi risponde: “Solo la bellezza, intesa nella sua accezione più ampia  e multiforme, può salvare il mondo. Può renderlo migliore, può riuscire ad attenuare la brutture etiche ed estetiche che lo mortificano e che con esso mortificano l’uomo. E  la mortificazione dell’uomo, per il quale il mondo è stato creato, è la più insopportabile delle offese”. Paternesi ringrazia, infine, il sindaco per l’iniziativa, scoprendo, anche nel primo cittadino, un “creatore di bellezza”: “Sei un giardiniere – dice Paternesi a Michelini – un creatore dell’Eden perduto. È ad esso che mi riferisco quando parlo di giardino, un tema che ho sviluppato nella mia serie “I Giardini Incantati”.

 

Tiziana Mancinelli

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.