Nazionale, 10 luglio 2021 – Quella di stasera ha tutta l’aria di essere un vero appuntamento con la storia. Parliamo della finale dei Campionati Europei che vedranno fronteggiarsi sul campo di Wembley Italia e Inghilterra. Una competizione che ha visto trionfare gli azzurri nel lontano 1968. Oggi potrebbero ripetere l’impresa. La squadra di Roberto Mancini ha dato prova sul campo di saper buttare il cuore oltre l’ostacolo. Ma questa partita rischia di restare impressa sugli annali anche per altri significati. Da un lato c’è l’Inghilterra protagonista della Brexit, dall’altra l’Italia, colpita, forse più duramente, almeno all’inizio, dalla pandemia, ma capace di rimettersi in piedi, e di riprendersi un ruolo di primo piano in Europa con il nuovo presidente del consiglio Mario Draghi, come non succedeva da tempo. Proprio così come sul campo da calcio: 53 anni senza salire più sul podio el
campionato europeo. Ed ecco che quella di stasera ha il sapore di una sfida “planetaria”. Da un lato l’Italia che “rischia”, con il nuovo premier Draghi, di incarnare il nuovo corso dell’Unione Europea, dall’altra l’Inghilterra della Brexit che quel percorso l’ha interrotto, con una svolta decisa, in una direzione opposta. Non a caso tutta Europa stasera tiferà per gli azzurri di Mancini. Lo farà il ct della Spagna Luis Enrique che ha incontrato l’Italia in semifinale, perdendo ai rigori, ma giocando una grande partita. A sostegno dell’Italia anche la Francia, che mai aveva tifato per i cugini azzurri: secondo un sondaggio de L’Èquipe quasi il 70% dei francesi incrocerà le dita per il Tricolore. Ci sono poi i presidenti di Commissione e Consiglio Ue, Ursula Von der Leyen e Charles Michel, che fanno sapere attraverso i loro portavoce come i loro cuori, tedesco e belga, battano per l’Italia. Supporter degli azzurri sono diventati anche i danesi, che hanno patito un sconfitta proprio con l’Inghilterra nella semifinale a causa di un autogol e un rigore che a molti è parso dubbio. C’è pure la Scozia che, nonostante faccia parte della Gran Bretagna, anch’essa dissotterra “antichi rancori” e si schiera con l’Italia: “Salvaci Roberto, sei la nostra… speranza finale!“, titola The National. L’Inghilterra, isolata in Europa, potrà, però, contare sui tifosi di casa. Saranno più di 50 mila, forse anche 55 mila, gli inglesi allo stadio che ne potrà contenere fino a due terzi del totale, quindi 67.500.
Già alcune migliaia sono a Wembley Park da stamattina. C’è chi ha dormito sulle panchine, chi è arrivato all’alba. “Cantano e bevono, anche perché non esistono limitazioni neppure attorno allo stadio. E come se non bastasse: non indossano la mascherina di protezione per il coronavirus, preferendo sventolare le loro bandiere bianche con la croce rossa di San Giorgio“, scrive Il Messaggero, sottolineando la media di 30 mila contagi al giorno dalla scorsa settimana. Ma l’Italia allo stadio di Wmbley non sarà proprio sola: ci saranno circa 15 mila connazionali residenti nel Regno Unito e mille tifosi che viaggeranno su voli speciali a prova di Covid, in analogia “numerica” con quell’epica spedizione guidata da Garibaldi nel Risorgimento italiano. Intanto nella comunità italiana in terra inglese il cuore azzurro ha iniziato ad avere battiti accelerati con il trascorrere delle ore che ci avvicinano al fischio di inizio. «Siamo tutti emozionati». «C’è una grande emozione nel cuore degli italiani». «Dopo la Brexit qui ci sentiamo un po’ estranei, vincere sarebbe un grande colpo». Sono i commenti rilasciati ai microfoni del Tg4 ieri sera dagli italiani che vivono a Londra. Alcuni sono titolari di bar e ristoranti e annunciano che apriranno i battenti per la diretta della partita in cui si riuniranno molti connazionali. A sostenere i colori azzurri, stasera, ci sarà il Presidente Sergio Mattarella. E anche il principe William con la regina Elisabetta hanno già lanciato un appello ai suoi: «Bring it home», ovvero: «portate a casa il trofeo». Ma tra loro e la coppa c’è la Nazionale di Mancini. Dunque non resta che aspettare il verdetto del campo. E sarà storia.
Tiziana Mancinelli
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