La Calza della Befana viterbese è “unica”: in 20 anni ha acceso migliaia di sorrisi. Pronto il Trasporto 2020.
Viterbo – Tre volte 20: la Calza della Befana del Centro sociale polivalente “Il Pilastro” si prepara al suo 20esimo trasporto proprio nel 2020 e non teme confronti, né rivali. Se proprio in questi giorni è arrivata l’ennesima sfida da un’altra città italiana, stavolta nel casertano, che si dice pronta a far sfilare una calza più lunga, da parte sua il Centro sociale Pilastro non si scompone, anzi, applaude e rilancia: “Se ad aumentare non saranno solo i metri, ma anche la solidarietà con ricadute positive sul territorio, non potremo che essere felici di queste nuove calze che ci contendono il primato“, dice Barozzi, sicuro del fatto che Viterbo, il suo primato, lo ha già conquistato, ed è quello di essere stato il primo a lanciare la “Calza”. Che non è una qualunque. Quella viterbese non è solo un gigantesco calzettone che si può battere facendone semplicemente uno più lungo. Quella della Città dei Papi, nata al quartiere Pilastro, ma oramai di tutta la città, è innanzitutto, la calza della solidarietà, che in venti anni ha raccolto intorno a sé migliaia di sorrisi, non solo di chi è andato a vederla e ad applaudirla divertito, ma anche, e, forse, soprattutto, delle tante persone che da quella Calza hanno avuto un aiuto, grazie al ricavato della immancabile vendita, ogni anno, delle calze. “Non ci interessano questi record – dice l’assessore alla Cultura, Marco De Carolis (FDI) -. La nostra calza è unica. Ha conquistato una risonanza che va al di là dei confini provinciali, potremmo dire addirittura internazionale. È un evento oramai famoso in tutto il mondo. Diciamolo pure. Il 5 gennaio, grazie alla Calza del centro sociale polivalente Il Pilastro, daremo alle persone un altro ottimo motivo per uscire di casa e vivere il centro storico. E se proprio vogliono trascinarci in questa sfida, vuol dire che la Calza la faremo di 85 metri e se non basterà, arriveremo pure a 90″, conclude De Carolis a metà tra l’ironia e il divertimento. Accanto a lui l’altro assessore coinvolto nell’iniziativa, Antonella Sberna (FI) per i Servizi sociali. “Complimenti al presidente Luciano Barozzi – dice Sberna – per la tenacia e per la caparbietà che ha saputo dimostrare in tutti questi anni affinché questa manifestazione si consolidasse e crescesse”. E per aiutarla in questo, quest’anno anche il comune di Viterbo ha messo qualcosa nella lunga Calza che sfila e unisce tutta la città: “In occasione del ventennale – aggiunge Sberna – non ci siamo limitati a patrocinare l’evento, ma abbiamo anche dato un contributo. È un’iniziativa importante per la città che va sostenuta e conservata. Essa coniuga cultura e socialità”. A esprimere lo spirito della “Calza” è lo stesso Barozzi: “Da altre parti potranno anche realizzare una calza di mille metri, ma non avranno mai la forza di questa manifestazione. Ormai la Calza è nel dna della città – dice -. Le tante persone che sostano lungo le vie del centro, la dicono lunga di quanto essa sia entrata nel cuore dei viterbesi. È nata per caso, dentro il centro sociale volevamo trovare qualcosa che tenesse impegnati gli anziani, ma che allo stesso tempo potesse dare un contributo alla città. All’inizio ci sembrava una cosa azzardata, abbiamo avuto diversi problemi per portarla avanti, ma a Viterbo abbiamo la cosiddetta tigna”. E, grazie ad essa, oggi la Calza è uno degli eventi di punta del capoluogo della Tuscia. “Con gli anni siamo cresciuti – prosegue Barozzi – e si è formato anche un comitato promotore. Senza Admo, Avis, 5oo Tucia Club, la Parrocchia del Sacro Cuore, non saremmo qui, dove siamo ora. Non sarebbe stato possibile portare avanti questa iniziativa con questi risultati. Nel tempo si sono aggiunti anche gli sponsor, diventati storici anch’essi: Confartigianato Imprese Viterbo, Todis e Credito Cooperativo Viterbo. La nostra Calza inizia il suo percorso da Porta Romana e arriva al Pilastro. Si è guadagnata l’appellativo della “Calza più lunga del mondo” e questo suscita curiosità in altre città. Quest’anno ci arriva la notizia di una cittadina del casertano, pronta a far sfilare una calza più lunga. Ma anche negli anni passati hanno tentato di superarci. L’esperienza è durata un anno e non se n’è sentito più parlare – dice ancora Barozzi -. La nostra è una Calza particolarissima: portata da 100 befane insieme alle Fiat 500. Ben venga questo copiare. Vuol dire che è piaciuta. Ma, attenzione, la nostra Calza potrà anche essere superata fisicamente, non dimentichiamo, però, che come calza della solidarietà è arrivata in Cile, in Kenia, in Ecuador, in Madagascar. Se ci superano in solidarietà siamo felici. In ogni caso resta la soddisfazione di essere stati i primi a lanciare un’iniziata del genere. Un momento di festa e di solidarietà. Quest’anno il ricavato della vendita delle calze sarà devoluto all’Associazione Italiana Persone Down”. “La Calza della Befana – aggiunge Paola Massarelli, responsabile viterbese dell’Admo – è una manifestazione che accende i riflettori anche sulla donazione del sangue e del midollo osseo”. E non è un caso che: “Il trasporto di quest’anno – annuncia Massarelli – sarà dedicato a Elisa, una bambina di cinque anni, ricoverata al Bambin Gesù da tre. Era in attesa di un trapianto di midollo. Non si trovava un donatore. Noi dell’Admo abbiamo fatto tantissimo per assicurargliene uno. L’Avis la sta sostenendo con le donazioni di sangue. Non si ricorda nulla della sua vita passata, conosce solo le pareti dell’ospedale. Speriamo di poterla invitare alla festa il prossimo anno. Il papà ci ha detto che le farebbe piacere esserci. Intanto dedichiamo questa Calza a lei e a tutti i bambini, in particolare quelli che hanno bisogno e che non potranno partecipare alla festa”. “È la calza della solidarietà, ma è sicuramente anche quella dell’amicizia, perché ha creato tra noi associazioni un rapporto veramente speciale – dice la presidente del 500 Tuscia Club, Mara Piergentili -. Siamo pronti anche quest’anno a sostenerla con le nostre auto”. “Ringrazio tutti i donatori – dice Luigi Ottavio Mechelli presidente Avis Viterbo – anche quest’anno abbiamo garantito l’autosufficienza delle nostre strutture a Viterbo con le tante donazioni effettuate. Il 2019 è stato un anno particolare. Tutti gli anni abbiamo delle emergenze che andiamo a coprire con i nostri sitemi informatici, ma quest’anno siamo dovuti ricorrere addirittura alle chiamate telefoniche, siamo tornati alla vecchia maniera. Abbiamo chiuso con risultato positivo. Il mio augurio per il 2020 è di continuare ad essere così attivi sul territorio. Anche il 23 dicembre abbiamo fatto un’uscita con l’autoemoteca e abbiamo raccolto 23 sacche di sangue“. Alla conferenza stampa anche don Flavio della parrocchia del Sacro Cuore: “Abbiamo dato fin dall’inizio il nostro sostegno alla Calza, perché avevamo capito che si sarebbe rivelata una bella iniziativa anche dal punto di vista della solidarietà – dice -. Anche quest’anno termineremo la manifestazione con un momento di riflessione e spiritualità. Appena terminerà il giro della Calza, partirà il corteo dei Re magi che arriverà nel giardino di San Faustino, per l’ultima rappresentazione del presepe vivente. Quest’anno è andato molto bene: in due giornate di rappresentazione ci sono stati più di 1500 visitatori”. Il presidente del centro sociale “Il Pilastro”, Luciano Barozzi, ricorda che la Calza è riempita con dei gonfiabili, per cui va il merito ai Vigili del Fuoco che “ogni anno ci assicurano la loro presenza e collaborazione“. Un ringraziamento anche alla stampa: “Se abbiamo tanto successo è anche merito dei giornalisti che ci hanno sempre pubblicizzato e promosso – dice Barozzi – Ringrazio anche l’ufficio stampa del comune di Viterbo con Cristina Pallotta”. Per i suoi venti anni, la Calza torna un po’ alle origini: “Avremo la capo Befana di venti anni fa, una signora di Venezia, preceduta da un assessore comunale che per tanti anni è stata Fosca Mauri Tasciotti. Quest’anno non potrà venire. Al suo posto avremo l’assessore attuale, Antonella Sberna“. Ovviamente vestita da Befana. “Siamo sponsor da una decina di anni – dice Andrea de Simone, direttore generale di Confartigianato -. Qualcuno ci vuole sfidare sulla lunghezza, noi li invitiamo a farlo sulla solidarietà, perché quando il bene si moltiplica, ricade sul territorio con positivi effetti“. Per i Vigili del Fuoco c’è Luciano Mancinelli: “Siamo onorati di partecipare a questa manifestazione con tale valenza sociale, che è anche insita nel mestiere che facciamo. Un evento che vedrà partecipare moltissimi bambini. Loro ci stanno nel cuore”. E proprio per suggellare questo fatto, anche i pompieri regaleranno a tutti i bambini una Befana speciale, quella che scenderà, come ogni anno, dalla torre dell’orologio di piazza del Plebiscito il 6 gennaio. “Lavoriamo molto sull’autonomia – dice Anna Lupino presidente di Viterbo dell’associazione Italiana Persone down, a cui verrà devoluto il ricavato della vendita delle calze della Befana – . Ci preoccupiamo di migliorare la vita dei nostri ragazzi. Sembrano abbastanza indipendenti, ma non sono tutti così. Hanno molto bisogno di noi. C’è molto lavoro da fare per loro. Non possono mai essere lasciati da soli. Molti ci danno una mano, ma lo sforzo economico richiesto dalle attività che facciamo è importante. Quest’anno vorremmo iniziare un progetto di informatica e cucina e portare in associazione una figura specializzata psicologo e psichiatra. Ringraziamo il centro sociale che ci ha sempre appoggiato. Uno dei progetti che abbiamo condiviso è stato lo scambio intergenerazionale tra nonni e nipoti. I nostri ragazzi andavano al centro e i nonni venivano da noi a insegnare a fare la pizza”. La Calza della Befana è lunga 53 metri, quest’anno sarà portata da 110 Befane insieme alle Fiat 500. Il raduno delle Befane sarà a piazza del Plebiscito alle ore 14.30 il 5 gennaio 2020. Foto di rito. Saluti. Poi tutte in marcia verso Porta Romana, piazza San Sisto, per un sollevate e Fermi tutto “al femminile”.
Tiziana Mancinelli
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