La rotatoria di via Genova scopre Ponte Fuffiano e riapre la questione del Parco dell’Arcionello
Inaugurata la rotatoria di via Genova, un’opera che non cambia solo la viabilità di questa parte della città, ma apre “una finestra sul parco dell’Arcionello”. Oltre alla rotatoria, infatti, è stato ripulito dalla vegetazione il ponte Fuffiano e sono stati apposti dei gabbioni in pietra. In programma anche la piantumazione di un albero e il consolidamento del camminamento sopra il ponte che delinea la soglia di ingresso all’Arcionello. A presentare il completamento della rotatoria e delle opere connesse è intervenuto ieri pomeriggio il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, l’assessore ai Lavori Pubblici Alvaro Ricci, il capogruppo del Pd in consiglio comunale di Viterbo, Mario Quintarelli, la consigliera comunale Pd, Daniela Bizzarri.
“Quest’opera è stata fortemente voluta dalla maggioranza, in particolare da Mario Quintarelli – ha detto Ricci –. È un’opera complessa: una rotatoria di modeste dimensioni che serve sei accessi, ossia cinque strade e una proprietà privata. Voglio, quindi, ringraziare gli uffici. La direzione dei lavori è stata completamente interna. Questa realizzazione non era semplice, tutti noi abbiamo avuto dei timori, ma ora che è completata possiamo dire che il risultato è ottimo. È stata addirittura terminata un mese prima della scadenza dei lavori prevista. Mi sembra riduttivo parlare di rotatoria, l’intervento realizzato, infatti, si inserisce nel piano di riqualificazione delle aree del parco dell’Arcionello. È per questo che abbiamo riscoperto Ponte Fuffiano, prima sommerso di vegetazione. Alcuni dicono che risalga all’epoca romana, altri medioevale, altri ancora sostengono che sia stato rifatto nel Novecento. Si tratta, in ogni caso, di un’infrastruttura significativa che rappresenta la storia. Per questa opere è stato stanziato un importo di 380 mila euro circa, con un ribasso d’asta di oltre il 30% che ci ha consentito di fare notevoli economie rispetto a quanto previsto. Non abbiamo creato una vera e propria porta al parco dell’Arcionello, ma una finestra. Le aree a monte sono, infatti, di proprietà privata pur rientrando nel famoso parco dell’Arcionello di circa 300 ettari. Il piano di assetto è stato approvato dalla Provincia a marzo 2015, ed è stato inoltrato alla Regione per l’approvazione definitiva all’ufficio Vas, valutazione ambientale strategica. Ci auguriamo che sia presto licenziato e che la Provincia possa finalmente gestire quest’area verde.
Il Piano di assetto ha proposto una perimetrazione che esclude Pian di Cecciole, dove potremmo prendere in considerazione anche un intervento di carattere privato in un rapporto di reciproca e corretta convenienza con il pubblico nell’ottica di rendere veramente fruibile almeno parte di questo parco, otto, dieci ettari che arrivano a via Belluno, un grande polmone verde. Il piano stabilisce degli interventi, non verrà un Prato Giardino, ma sono previste opere di ingegneria naturalistica che salvaguarderà flora e fauna di questo ambiente straordinario. Siamo abituati a vedere l’Urcionio una fogna, invece qui scorre acqua pulita. Questo intervento che contempla anche la rotatoria si aggiunge al Plus, i cui piani si fermavano a via Genova e non intervenivano su questa sorta di tappo che si creava in questo punto. Completeremo anche l’altro intervento sul fosso Urcionio teso alla realizzazione di un parcheggio fuori Valle Faul e delle postazioni bike sharing. Il bando di gara è stato pubblicato, stiamo analizzando le domande, ne sono arrivate oltre 200. Con questi lavori si va, quindi, a completare l’asse fisico individuato dal fosso che caratterizza da secoli questa città”. Ricci racconta, poi, un aneddoto: “Un cittadino ci ha lasciato una piccola statuina accompagnata da una lettera dove ci chiede di inserirla in una nicchia da realizzare sulla fontana che abbiamo costruito qui. Io sono laico, ma questo gesto mi ha toccato. Se il sindaco è d’accordo esaudiremo il desiderio di questo cittadino”.
“Sono passato da qui parecchie volte – ha detto il sindaco Michelini – vorrei far notare che l’ingresso all’Arcionello non è caratterizzato da un muretto in cemento, ma da una gabbionata in pietra, ossia un lavoro di ingegneria naturalistica che testimonia la delicatezza con cui l’amministrazione vuole affrontare il tema ambientale. La rotatoria risolve una problematica creata da una crescita un po’ disordinata della città nei decenni precedenti. Non voglio dare colpe a nessuno, ma ci sono stati degli sviluppi urbanistici che hanno messo in ultimo piano i servizi e la mobilità. Ringrazio gli uffici comunali che hanno lavorato con grande impegno. L’ultimo miglio per un’amministrazione è quello più faticoso. Solo negli ultimi mesi si riesce ad attuare quanto programmato negli anni precedenti. Questo è il momento di dare alla città tutti quei sogni che avevamo fatto, come il teatro dell’Unione, la copertura dell’Urcionio. In questo tratto del fosso che scorre sotto Ponte Fuffiano l’acqua è pulita, ci sono addirittura i gamberi”.
“Ho visto nascere ora per ora quest’opera – dice Quintarelli – la ditta ha lavorato senza sosta ed ora abbiamo anche questa apertura sul parco dell’Arcionello. La rotatoria, invece, risolve un nodo urbano molto critico, dove si registravano spesso degli incidenti. Un incrocio che era nato come rattoppo a una crescita selvaggia della città. Ora questa rotatoria ha restituito dignità all’accesso al parco dell’Arcionello e una certa tranquillità a livello di traffico e di sicurezza agli automobilisti. Prima in questo punto si registravano file chilometriche”.