Home Cronaca La biblioteca di Bagnaia rischia di finire per strada. L’appello di Gabriella di Maggio.
La biblioteca di Bagnaia rischia di finire per strada. L’appello di Gabriella di Maggio.

La biblioteca di Bagnaia rischia di finire per strada. L’appello di Gabriella di Maggio.

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Viterbo, 19 febbraio 2024 – La biblioteca del centro polivalente la Torre di Bagnaia rischia di ritrovarsi per strada. A lanciare un grido di aiuto è l’ex professoressa di lettere Maria Gabriella di Maggio,  che è poi la stessa persona che ha contribuito a crearla, quella che negli anni se ne è presa cura insieme alla collega Miriam D’Ottavio, facendola crescere. Per Gabriella, insomma, la biblioteca di Bagnaia è un po’ una sua “creatura”. È lei stessa che ne parla in questi termini, mentre un un velo di commozione le scende sul volto. Ma al di là del valore affettivo di una donna che ha dedicato la sua vita alla letteratura, questa biblioteca, che è arrivata alla bellezza di circa 5 mila libri, rappresenta un vero e proprio  patrimonio della collettività. Tutti i testi presenti, raccolti giorno dopo giorno, catalogati e inseriti negli scaffali, sono a disposizione della cittadinanza che può consultarli e prenderli in prestito, proprio come si fa in qualsiasi altra biblioteca pubblica.

Quella di Bagnaia è diventata, quindi, un vero e proprio scrigno di “sapere” a disposizione di tutti, che ha preso vita sulle spalle di volontari amanti della lettura e grazie ai libri ” che sono stati tutti donati dai privati”, dice Gabriella di Maggio. Con l’aumento dei volumi è cresciuta l’importanza della biblioteca, ma con l’aumentare delle sue dimensioni, sono arrivati anche i guai, legati, fondamentalmente, alla disponibilità di spazi. Quelli del centro polivalente La Torre ad un certo punto non sono bastati più, la biblioteca, quindi, si è spostata a Palazzo Gallo, una sede di grande prestigio, ma proprio per questo diventata oggetto di una importantissima opera di riqualificazione innescata dall’ex amministrazione Michelini. Una grossa opportunità per Palazzo Gallo di ritrovare il suo antico splendore e porsi per quello che è: una magnifica testimonianza che racconta il glorioso passato della città e delle sue frazioni. Ma per la biblioteca sono ricominciate le “disavventure”. I libri, infatti, si trovano nuovamente “senza casa”, costretti a dover migrare altrove. Ma dove? “Non ho ricevuto alcuna indicazione”, dice Gabriella al centro di una stanza tappezzata di scaffali e libri fino al soffitto, preoccupata e impaurita come se di lì a poco quelle pareti, finora amiche, dovessero crollarle addosso e seppellire per sempre la “sua” biblioteca. Sono partiti gli appelli per non disperdere questa realtà “di carta” che rappresenta comunque un patrimonio a disposizione di tutti che racconta non solo quello che si può leggere sulle loro pagine, ma anche quello che non è scritto, ossia le storie di tutte quelle persone che li hanno dati alla biblioteca.  Libri che sono stati “tutti catalogati”, spiega Gabriella,  “prima su cartaceo poi sulle schede, ho lavorato anche senza riscaldamento perché il Comune tre anni fa ci chiuse i contatori a Palazzo Gallo”, ricorda. Ma la doccia fredda doveva ancora venire. Ed è arrivata: “Sono venuti degli architetti”, racconta, “e ci hanno detto che iniziavano i lavori. Il centro La Torre ha scritto al Comune, ma nessuno ha risposto”, spiega ancora. “Ben venga la riqualificazione di Palazzo Gallo, è una grande opportunità di rilancio e di recupero del patrimonio storico”, dice, “noi vogliamo solo delle indicazioni per capire dove possiamo portare questi libri i libri”. In assenza di notizie dal Comune, Di Maggio sarebbe riuscita ad avere una probabile “disponibilità di locali in via del Collegio da parte del CEIS”. Se tutto andrà a buon fine, i libri troveranno una nuova casa, ma Bagnaia, almeno temporaneamente, perderà la sua biblioteca di quartiere. Un epilogo un po’ insolito, che se sa di beffa, se si pensa che mentre una biblioteca di quartiere rischia di sparire nell’indifferenza (quasi) generale, un’altra, a pochi chilometri, in un’altra frazione, quella di San Martino, apre i battenti tra l’entusiasmo generale e gli auspici di un proficuo futuro.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.