Home Cronaca Malamovida, Tedeschini: «Viterbo cosa offre a giovani e studenti?»
Malamovida, Tedeschini: «Viterbo cosa offre a giovani e studenti?»

Malamovida, Tedeschini: «Viterbo cosa offre a giovani e studenti?»

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Viterbo 11 ottobre 2020 – Qualche volta in piazza a parlare di loro, restano bottiglie vuote e bicchieri di carta, soprattutto dopo il sabato sera, come spesso avviene nel quartiere San Pellegrino e a piazza della Repubblica, divenuti punti focali di ritrovo per moltissimi giovani. Una brutta firma della loro generazione quella che resta dopo la loro permanenza in questa aree. Ma, per onor di cronaca, va detto che la realtà giovanile non è solo questo. Anzi, forse, ed è anche un augurio, questa faccia menefreghista, e a volte devastatrice in modo palesemente provocatorio,  appartiene a una minoranza di loro. Perché i “giovani” sono anche quelli che ritrovi in piazza, non ad alzare le bottiglie, per poi lasciarle in giro mezze rotte, e sicuramente vuote, ma con i cartelli che levano un grido di aiuto composto  e pacifico per il pianeta, per salvaguardare quello stesso ambiente che alcuni di loro contribuiscono a degradare. Questa è quella parte che tutti vogliamo credere esista più o meno in fondo a tutti loro,  e che, pertanto, rappresenti il vero volto delle nuove generazioni, capace di “contaminare” chi, qualche volta, esce fuori dal solco della buona educazione, della sensibilità per il bene comune e per il rispetto dell’ambiente, senza per questo escludere il divertimento, anche quello con le tinte accese dell’esuberanza dell’età.  Qualche giorno fa un gruppo “contigentato” di giovanissimi con mascherine e distanze di sicurezza, per rispettare le misure Covid, si sono dati appuntamento a Piazza delle Erbe per il Global Strike. Il responsabile di Rete Studenti Medi, iscritto anche a Aucs, Roberto Tedeschini, rimarca il significato della giornata: «Porta in piazza gli studenti di tutto il mondo per chiedere interventi contro i cambiamenti climatici. L’iniziativa è stata sposata anche a Viterbo dagli studenti superiori e universitari della Rete Studenti Medi e Aucs.  Anche nella Tuscia chiediamo un impegno serio alle istituzioni per limitare l’effetto dei cambiamenti climatici e per combattere le emissioni di co2, garantendo così anche alle nuove generazioni un futuro per il nostro pianeta. Siamo in piazza per  sensibilizzare la cittadinanza viterbese e di tutto il mondo su questa problematica per sviluppare comportamenti corretti in grado di salvaguardare il nostro pianeta». Ma cosa chiedono in concreto gli studenti all’amministrazione comunale? «Cose semplicissime – risponde Tedeschini – ad esempio installare cestini con la divisione per la raccolta differenziata, mettere in atto un sistema di trasporto del servizio pubblico urbano che si avvalga di mezzi eco-sostenibili, che non utilizzino combustibili fossili». Le politiche per la mobilità sono fondamentali, secondo Tedeschini: «Su questo settore si può fare molto, ad esempio realizzando piste ciclabili, il bike sharing all’ interno della città. All’amministrazione comunale chiediamo di assumere un impegno serio a favore dell’ambiente non con singole iniziative, ma con una politica costante che si manifesti in tutti gli ambiti di intervento dell’operare pubblico». E, infine, la domanda spinosa e più scottante, di urgente attualità, dopo gli episodi di malamovida nel centro storico: chi sono i giovani di oggi? Quelli che lasciano fiumi di immondizia dopo il sabato sera sugli scalini e nelle vie pubbliche, o quelli che scendono in piazza per salvare l’ambiente? Solo loro possono rispondere, questo è solo uno dei tanti bivi ai quali dovranno scegliere che strada prendere nel corso dei loro anni. «Anche tra i giovani è necessaria una sensibilizzazione su tanti aspetti», commenta Tedeschini. Ma c’è un “però”. Ed è quel però che è stato sollevato più volte durante uno dei tanti consigli comunali  a Palazzo dei Priori, chiedendo maggiore incisività alle politiche giovanili. Cosa fanno le istituzioni, i luoghi della cultura, dove avviene la formazione dell’educazione e della scala dei valori, siano le famiglie o le scuole o altro, per far sì che i giovani a quel bivio scelgano la strada giusta? «Quello che vorrei dire veramente su questo tema – dice Tedeschini –  è che troppo spesso si dà la colpa ai giovani per situazioni di questo tipo. Ma la città di Viterbo non riesce da anni a fare nulla per essere realmente una città universitaria e a misura di studente, che fornisca servizi e sia in grado di accogliere e portare avanti iniziative a favore di studenti e universitari». Mancano, ad esempio, secondo Tedeschini: «Spazi di aggregazione, iniziative culturali, tutta una serie di servizi che potrebbero rendere la città a misura di studente. In questo senso Viterbo dovrebbe essere ripensata totalmente per includere anche gli studenti universitari. E, invece, per noi non ci sono spazi, e non si riesce a mettere in campo iniziative vere per cambiare questo rapporto tra la città e gli studenti. Noi vogliamo fare la nostra parte da questo punto di vista».

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.