Studenti in piazza per il clima: un migliaio a Viterbo chiedono al sindaco una Città Green.
Viterbo – “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”, “Studenti in lotta il clima non si tocca“. Con questi cori anche Viterbo ieri si è unita alla voce di dissenso che si è sollevata in tutto il mondo per contrastare i cambiamenti climatici, ma soprattutto chi, o cosa, secondo i partecipanti all’evento, li starebbe innescando, o quanto meno peggiorando: le politiche dei governi di tutto il pianeta. Il 3° Global Strike For Future ha interessato ventisette paesi del mondo. Il terzo venerdì dello sciopero della scuola per il clima ha portato in piazza più di un milione di giovani, secondo gli organizzatori. Da Napoli a Milano sono state oltre 160 le città che ieri si sono mobilitate a difesa del clima e dell’ambiente. Viterbo è tra queste. Dalle prime ore della mattinata di ieri un fiume di ragazzi ha invaso piazza del Plebiscito con bandiere e striscioni colorati. Il corteo, poi, è partito alla volta del Sacrario e via Marconi lanciato alla conquista della città. Che si creda o no ai cambiamenti climatici indotti dalla mano dell’uomo, la causa ha portato in piazza centinaia di giovani anche nella Città dei Papi a reclamare il proprio futuro, che passa, inevitabilmente, dalla salvaguardia del pianeta, senza il quale non ci sarà un domani per nessuno. Lo ricordano alle istituzioni, con le loro “politiche scellerate”. Lo ricordano anche alla scuola, dove fino ad oggi l’educazione ambientale resta ancora un universo estraneo. Lo sottolinea il responsabile della Rete Studenti Medi, Roberto Tedeschini: “Come è avvenuto in tutto il mondo – dice – anche noi giovani viterbesi siamo scesi in piazza e ci siamo uniti alla richiesta avanzata ai governi e alle istituzioni di un cambiamento reale e concreto di fronte all’emergenza climatica del pianeta. La Terra si sta surriscaldando. Ed è colpa di tutti. Ma soprattutto delle politiche scellerate che altro non sono che il segno di un disinteresse delle istituzioni verso questa tematica. Non si fa abbastanza per l’ambiente. E, invece, in tutto il mondo servono azioni serie e concrete per cambiare rotta in breve tempo. Se questo non avverrà, il nostro pianeta in futuro non sarà più in grado di darci quello che ci dà oggi. È importante, quindi, che tutti i giovani siano scesi in piazza per chiedere alle istituzioni un cambiamento”. Riuniti ieri in piazza del Plebiscito i giovani di “tutte le scuole della provincia“, tra le quali, la parte del leone è toccata a quelle del capoluogo presenti in grande numero. Agli studenti si sono uniti: “comitati, associazioni, gruppi di studenti. La manifestazione di piazza ha visto scendere in campo scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari alle superiori, con qualche partecipazione anche delle materne”. In tutto “un migliaio di studenti“, dice Roberto Tedeschini. Gli studenti tirano le orecchie ai governi. Ma non solo. Anche alla scuola: “Non si parla molto di ambiente“, dice il responsabile della Rete Studenti Medi. “Fino ad oggi – spiega – non c’è stato un impegno da parte delle scuole a far entrare anche l’ambiente nell’educazione dei giovani. Ora, però, si stanno muovendo. Stanno facendo qualcosa. E noi continueremo a chiederlo. È giusto che si cominci a parlare di educazione ambientale partendo dalla scuola che è il luogo in cui i giovani si formano“. Alle scuole viene chiesto non solo un impegno a carattere formativo, ma anche in azioni concrete. “Il buon esempio potrebbe partire proprio dalle istituzioni scolastiche, eliminando, per esempio la plastica dai distributori automatici, e incentivando l’utilizzo delle borracce. Utilizzare materiale riciclabile”, dice ancora Tedeschini. Gli studenti, tramite il loro rappresentante, lanciano una richiesta anche al sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, a tutta la giunta e ai consiglieri comunali:”Avviare un percorso affinché anche la città di Viterbo dichiari l’emergenza climatica“. E, inoltre, la richiesta all’amministrazione comunale di “portare avanti i temi ambientali, anche in termini di mobilità sostenibile, smaltimento dei rifiuti, incentivi all’uso di mezzi alternativi all’auto non inquinanti. Insomma – dice Tedeschini – una città sempre più green”.






