Home Cronaca Manutenzione centro storico: un inno all’orrore a suon di catrame.
Manutenzione centro storico: un inno all’orrore a suon di catrame.

Manutenzione centro storico: un inno all’orrore a suon di catrame.

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Viterbo,  2 luglio 2020 – Rattoppi stradali: lo scempio continua. Dopo l’oscena panoramica offerta da Piazza del Plebiscito, anche via dell’Orologio Vecchio può vantare il suo affresco orripilante. Un vero inno alla deturpazione  ossessiva del profilo e dell’armoniosa bellezza storica della città, che non può trovare giustificazione.  Saltano i sampietrini e arriva subito una bella colata di catrame. Fresco, nero, livoroso, irregolare. Sembra una patacca caduta lì per caso, tanto è incompatibile con il contesto circostante. Ma un caso non è: è la soluzione oramai diventata prassi con cui l’amministrazione comunale ripara le buche nel centro storico, da anni. Un modo sbrigativo, economico, utile ad evitare un danno peggiore, e cioè che qualcuno ci finisca dentro e si faccia male, o che qualche automobilista ci spacchi il pneumatico della sua vettura, e presenti il conto a Palazzo dei Priori. Che poi quella “patacca” sia un oltraggio al decoro urbano, barbaramente violentato da quelle macchie irregolari di asfalto che si incastonano nella strada sconquassata, esaltandone il dissesto, come una medaglia al degrado, poco importa. Di fronte a questo affresco osceno che un luogo voglia fregiarsi del titolo di Città della Cultura, che includerebbe una consapevolezza e una salvaguardia anche della sua storia, pure nelle forme urbane in cui essa si manifesta, è forse il  segnale più alto di ignoranza. Pensare di confezionare i gioielli di famiglia, avvolgendoli nella carta impataccata di un decoro urbano pietoso, è il biglietto da visita di chi non solo non sa conservare la propria storia passata, ma nemmeno quella presente, quella che vive, quella di cui è allo stesso tempo protagonista e responsabile. Dunque, se veramente Viterbo pensa di voler “vendere” al turista la sua immagine più bella, non si può continuare a rattoppare le vie storiche del centro con il catrame. E a dirla tutta, nemmeno i viterbesi, che pure pagano per la manutenzione della città, si meritano un simile spettacolo orripilante. Meritano di passeggiare, vivere e godersi  una città bella, ben tenuta, curata, sintomo di un governo cittadino che ha a cuore il suo valore. E, invece, a fare le spese di un simile approccio sono stati anche i simboli storici di Piazza del Plebiscito, una delle quattro stelle a cinque punte inscritte in un cerchio, che costituiscono, forse, la firma della pavimentazione. Saltati alcuni sampietrini, è arrivata puntuale la patacca di catrame a devastare il disegno originario. Così a via dell’Orologio Vecchio. Colate di catrame in ordine sparso e in modo irregolare in una strada che mostra molti altri segni di degrado e cedimento. Girando per la città se ne trovano molte altre, figlie di una prassi oramai consolidata che pare non volerne sapere di fare retromarcia.

La foto di Via dell’Orologio Vecchio è stata pubblicata dal Gruppo Viterbo Centro Storico Chiuso
Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.