Viterbo, 6 agosto 2020 – Riprendono le sedute di consiglio comunale a Palazzo dei Priori dopo l’abbandono dell’aula da parte di Fratelli d’Italia in sede di votazione del rendiconto martedì sera. Alla ripresa dei lavori, stamattina, la maggioranza si è presentata tutta sui banchi, dove il dibattito è stato inevitabilmente monopolizzato dallo strappo consumato dentro la coalizione. Tra i vari interventi, particolarmente significativo quello del capogruppo di Forza Italia, Giulio Marini, che si è rivolto direttamene al sindaco: «In tanti anni di politica di queste scene ne ho viste purtroppo tante», e cita «l’ipocrisia umana e politica». La coalizione viene assimilata a una famiglia: «Io qui mi sento nonno – dice Marini al riguardo rivolgendosi al sindaco -. Per un amore eccessivo verso questa città, e per amicizia nei suoi confronti, le dico che lei non deve guardare quello che sta accadendo oggi o che è avvenuto ieri, lei deve raggiungere un risultato che ancora non è stato ottenuto. Stiamo avendo delle difficoltà. Questa famiglia, composta anche da nipoti giovani, non ha preso ancora coscienza in maniera forte di quello che è un programma. Lei deve mantenere come obiettivo centrale il bene della città. Deve capire quali sono le disfunzioni dentro l’amministrazione politica e rimuoverle al più presto. Sono convinto che ci riuscirà, ma deve cambiare atteggiamento. Io faccio il nonno, ma lei deve fare il padre. Che dà anche delle lezioni. Se c’è qualcosa che non funziona, lei sa dove sta la difficoltà, la deve rimuovere, tutti dobbiamo essere responsabilizzati davanti agli obiettivi che deve profondere lei e la giunta. La città è in grande difficoltà: lo dicono tutti, è in difficoltà il Paese, l’Europa, il mondo. Con il 17% in meno del Pil come possiamo pensare che Viterbo possa essere avulso da tutto ciò. Dobbiamo andare avanti in maniera diversa e più decisa. Se ci sono i numeri, bene, altrimenti prendiamo atto del contrario. Lei è responsabile di decidere: prenda in mano la situazione, rimuova gli ostacoli che le impediscono di portare a compimento processi amministrativi e, così, riuscirà a uscirne fuori in maniera dignitosa. Se tutti i giorni qualcuno dovesse pensare di prenderla per la giacchetta sindaco – tuona Marini – il nonno interverrà in modo diverso e più pesante».