Mattarella all’Unitus: “Tutela ambiente, da questo ateneo ci si aspetta un contributo particolare”
Viterbo – Parole di elogio per l’ateneo viterbese e un “saluto più intenso agli studenti e alle studentesse che sono il centro dell’università, in questo, come in ogni altro ateneo”. Sergio Mattarella all’Università degli Studi della Tuscia stamattina per inaugurare l’anno accademico. Arriva intorno alle 10,30, visita il chiostro e il complesso monumentale di Santa Maria in Gradi, incontra gli studenti sul piazzale per ricevere da loro una maglietta con lo stemma Unitus. Lascia anche la firma sul libro dell’ateneo per poi avviarsi all’auditorium per il suo discorso, preceduto dai corazzieri. Prima di salire sul palco, ascolta gli interventi che lo hanno preceduto, tra cui quello del magnifico rettore Alessandro Ruggieri. Nel giorno inaugurale dell’anno accademico, l’Unitus centra l’argomento del “secolo”: l’ambiente e si conquista l’elogio di Sergio Mattarella. Apprezzamento da parte del presidente della Repubblica per la “scelta del tema ambientale”, “è davvero fondamentale – dice -. Qualche mese fa ho firmato insieme ad altri capi di Stato, su iniziativa della repubblica austriaca, un documento comune sull’ambiente, riconoscendo in questa tematica la vera sfida del nostro momento storico“. Essa si gioca su “molti fronti, in particolare quello dei mutamenti climatici. Pe la sua genesi questo ateneo, che negli anni ha saputo ampliare la sua offerta formativa, è particolarmente chiamato a occuparsi di questo tema. La cura del territorio è per noi un interesse prioritario, perché è attraverso di essa che passa la salvaguardia della bellezza del Paese, un patrimonio riconosciuto in ogni parte del mondo, che ha anche dei risvolti economici, essendo decisivo per lo sviluppo del nostro Paese”. Il presidente Mattarella responsabilizza anche sulle “Emergenze per calamità naturali dovute molte alla scarsa cura territorio, al suo impoverimento, sotto ogni profilo, anche quello economico“. Il presidente della Repubblica Italiana lo rimarca più volte, e il messaggio risuona limpido all’interno dell’auditorium: dall’università della Tuscia ci si aspetta un contributo particolare alla salvaguardia dell’ambiente e alla cura del territorio. Mattarella porta ad esempio: “La giovane studentessa svedese che sta esercitando una forte sollecitazione nei confronti delle istituzioni europee per la tutela ambientale”. E con questo si rivolge ai giovani: “A loro- dice – è affidato in particolare questo compito fondamentale“. E ricorda “l’equità intergenerazionale in virtù della quale riafferma la responsabilità all’utilizzo delle risorse da preservare anche per le generazioni future“. Il presidente Sergio Mattarella, nella sua consueta eleganza, pacato e composto, tra una parola e l’altra sembra smarrirsi in uno sguardo fiducioso, lanciato lontano, oltre le pareti dell’auditorium, fino ad afferrare le radici dell’ateneo viterbese: “Quarant’anni non sono pochi per questa università, anche se, raffrontati alla lunga tradizione accademica italiana, ci parlando di un ateneo ancora giovane, ma – dice il presidente – esso poggia su basi molto più antiche, se non ricordo male, tra 27 anni i giovani di qui celebreranno 500 anni dal primo studium di Viterbo che era situato a Palazzo dei Priori“. Il presidente elogia anche il respiro internazionale dell’università della Tuscia grazie alle collaborazioni strette con “138 atenei di diversi paesi”, dimostrando, così, di avere sposato appieno la filosofia culturale del Paese, che punta a un sistema internazionale di studio, ricerca e approfondimento”.



