Home Attualità Migranti, sindaci della Tuscia: «Non risolveremo noi i problemi del Viminale».
Migranti, sindaci della Tuscia: «Non risolveremo noi i problemi del Viminale».

Migranti, sindaci della Tuscia: «Non risolveremo noi i problemi del Viminale».

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Bagnoregio (VT), 28 luglio 2020 – A dare l’indiscrezione il senatore Francesco Battistoni a metà giornata: a Valentano «potrebbero arrivare 40 migranti sottoposti al regime di quarantena». Si tratterebbe, pare di capire, di una parte dei 320 che il Viminale avrebbe destinato

Stefano Bigiotti

all’accoglienza nel Lazio, per alleggerire la drammatica situazione di Lampedusa, presa d’assalto dagli sbarchi. Battistoni annuncia un’interrogazione al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per sapere se l’ipotesi si concretizzerà, manifestando preoccupazione per la mancanza di notizie circa la «situazione sanitaria dei migranti sotto il profilo del Covid19», unita all’inadeguatezza della struttura individuata a Valentano non solo per un «divieto di dimora»  e «la mancanza di agibilità» ma anche per «l’incapacità strutturale di contenere potenziali focolai» in una provincia, la Tuscia, che dalla fine di maggio non presenta più nuovi contagi, con qualche sporadica eccezione. Subito dopo Battistoni, arriva la presa di posizione del sindaco di Valentano, Stefano Bigiotti: «Se questo scenario si realizzasse, significherebbe che il Ministro dell’Interno sta agendo con un’ inaccettabile faciloneria e in totale spregio dei territori – dice Bigiotti -. Se Luciana Lamorgese non è in grado di assicurare tempestivamente i rimpatri di chi continua a sbarcare in Italia privo di legittimazione, senza peraltro averne certezza delle reali condizione sanitarie – prosegue Bigiotti –  pensando così di poter disporre a piacimento dei territori comunali in piena emergenza sanitaria, chieda immediatamente scusa alla Nazione e si dimetta. Ribadisco che Valentano non è territorio disponibile per uso e consumo di nessuno, neanche per il Viminale».

Luca Profili

Posizione che in serata viene rilanciata anche dal sindaco Luca Profili del comune di Bagnoregio: «Sono andato a correre, come spesso mi capita – scrive sulla sua pagina Facebook –  ho incontrato un signore, con tre figli, che ancora deve prendere la cassa integrazione. Poi leggo sul web di 40 migranti in quarantena che potrebbero essere destinati a Valentano. Tante volte in questi anni mi sono chiesto se sarà mai possibile parlare di migranti senza cadere in polemiche sterili, senza essere tacciati di razzismo, ragionando sulla realtà delle cose, senza che i partiti o le ideologie possano creare tifoserie e faziosità. Qualcuno dirà, cosa c’entrano i migranti con la cassa integrazione che non arriva? Sono stato, come tutti i sindaci, impegnato per tre mesi giorno e notte, ad implorare il rispetto delle regole, ad ascoltare i miei cittadini, i problemi di lavoro, le preoccupazioni, le sofferenze, sono stato costretto a chiudere campi di calcetto, parchi pubblici, a riprendere gruppi di ragazzini, con il solo obiettivo di applicare le leggi dello Stato e proteggere i nostri cittadini dalla possibilità di contagio. Non accetto, che i sindaci debbano risolvere anche i problemi che dovrebbe risolvere il Viminale, con tutto il rispetto per le istituzioni che mi onoro di rappresentare. A noi spetta il compito di trovare soluzioni, non creare polemiche, ma credo che ci voglia rispetto per queste comunità e per gli amministratori che lavorano giorno e notte. Credo che sia giusto – conclude Profili  – che ognuno torni ad assumersi le sue responsabilità, lo dico da persona libera. Non è facile populismo, ma semplicemente rispetto per gli uomini e le donne che mi onoro di rappresentare ogni giorno». Quella di Profili non è l’unica voce a levarsi in difesa del territorio e non solo per la questione migratoria. «Massima solidarietà al sindaco Bigiotti – dice il vice sindaco di Bolsena, Andrea di

Andrea di Sorte

Sorte – La sua preoccupazione è anche quella di tante realtà intorno al lago di Bolsena – prosegue -. E non è una questione di ospitalità o accoglienza. Il fatto è che questo territorio subisce costantemente decisioni dall’alto senza vi sia modo di concordare alcunché. Dai progetti di energia che potrebbero incidere pesantemente nella nostra terra, passando per il tema del ciclo dei rifiuti e ora per la presunta collocazione di alcuni gruppi di migranti che verrebbero sistemati a Valentano. Tra progetti pilota e “stato di emergenza” siamo diventati terra di conquista per lo Stato. Non è più accettabile – conclude Di Sorte -. Non possiamo essere terra di conquista. Lo Stato non può ricordarsi di noi solo quando deve chiedere, ma deve farsi vivo per altro”

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.