Viterbo, 26 aprile 2022 – Mille occhi sulla città: stavolta non è solo uno slogan, ma un progetto concreto che non solo aumenterà la sicurezza di tutta la provincia, ma le attribuisce il traguardo di essere la prima in tutta Italia ad averlo messo in atto. L’iniziativa porterà alla messa a rete di tutte le videocamere esistenti e al loro collegamento con la sala operativa della questura di Viterbo, del comando provinciale dei carabinieri e dello SDI di Napoli, ma allo stesso tempo traccia delle linee future per uno sviluppo uniforme e coordinato dei sistemi di videosorveglianza dei vari Comuni della Tuscia, dando vita a una rete territoriale efficace, capillare e tempestiva. La presentazione del progetto è avvenuta oggi presso la prefettura di Viterbo, alla presenza del Prefetto, Giovanni Bruno, del questore Massimo Macera, del vice questore Riccardo Bartoli, coordinatore generale del progetto, insieme a Luca Tomassini direttore tecnico, il comandante della guardia di finanza, il colonnello, Andrea Pecorari, il colonnello Pier Ugo Todini, in rappresentanza del comandante provinciale dei carabinieri, Andrea Antonazzo. Alla conferenza stampa di oggi anche Luca Leonessi, il presidente di Gecom l’azienda che ha fornito tecnologia e strumentazione.

«Questo progetto nasce nell’aprile 2018 – spiega Riccardo Bartoli -, in proposito voglio rivolgere un ringraziamento a tutti i sindaci per quello che hanno già fatto, ma anche un sollecito per operare da oggi in poi in modo tale che tutti i paesi che ancora non sono collegati alla rete di videosorveglianza, possano farlo presto. Questo progetto coordina i sistemi dei vari Comuni in modo anche da evitare che le videocamere siano installate negli stessi punti. Il sistema – continua Bartoli – è in grado di trasmettere in tempo reale la targa in questura e al comando provinciale dei carabinieri, permettendo un’azione preventiva eccezionale. Pensate che il 90% di reati gravi sono rapine, che generalmente vengono compiute con macchine o targhe rubate. Per questo, il cittadino, quando si accorge della mancanza della targa, deve subito allertare le forze dell’ordine, poiché, per noi, vale per 48 ore la segnalazione telefonica, senza necessità della denuncia». Il progetto finora ha messo in rete alcuni Comuni, ma «il passo successivo – spiega ancora Bartoli – sarà quello di collegarli tutti tra loro e poi con lo SDI di Napoli, dove confluiranno tutte le targhe per avere una risposta immediata sulle varie interrogazioni inviate. Pensiamo all’ultima rapina fatta ad Orte con tre macchine rubate, se avessimo già avuto questo sistema, sarebbe stato un ottimo ausilio. Il progetto è già funzionante su diversi paesi, un 20% sono già collegati, altri lo saranno presto, domattina, ad esempio, metteremo a rete Tarquinia, entro 10-15 giorni vorrei collegare tutti i
paesi. I punti in cui posizioneremo le video camere saranno quelli all’ingresso e all’uscita del Comune, così blinderemo i centri urbani». La tipologia delle telecamere utilizzate consente non solo di «individuare la targa», ma di fare una serie di interrogazioni, o meglio, mettere dei filtri, come ad esempio chiedere «la targa di tutte le macchine di colore rosso che sono transitate in una fascia oraria – spiega Bartoli – oppure quelle che hanno superato un certo limite di velocità, sappiamo, ad esempio, che chi commette una rapina, si allontana piuttosto velocemente. Questo sistema ci consente di individuare non solo la targa, ma anche eventuali scritte poste sul veicolo. Infine, posso inserire come interrogazione al sistema un nome e sapere quanti veicoli intestati a lui stanno circolando». Sistema valido non solo per le rapine, «Pensate a un malato di Alzheimer che si allontana con il suo veicolo, o allo stalker che si muove con la macchina dal suo Comune a quello della vittima. Con questo sistema saremo in grado di individuarlo in maniera preventiva e magari farci trovare direttamente sul posto quando arriva dalla persona stalkerizzata», conclude Bartoli. «Mille occhi sulla città, da oggi Viterbo li ha», dice il presidente di Gecom security, Luca Leonessi. «Abbiamo installato 204 piattaforme su tutto il territorio nazionale, presso questure e carabinieri– L’immagine della rapina arriva direttamente nella sala operativa di polizia e carabinieri, con il vantaggio che quando arrivano sul posto hanno già una visuale di quanto sta accadendo. Non a caso le rapine nelle farmacie a Roma sono diminuite». Sul punto interviene anche Luca Tomassini: «Con questo sistema di videosoveglianza possiamo vedere la rapina in tempo reale, sapendo in anticipo se c’è qualcuno che sta facendo il palo di fuori, che armi stanno utilizzando, tutte informazioni utilissime per pianificare l’intervento più corretto». Tomassini descrive anche il sistema mercury extended: «A bordo delle nostre auto abbiamo telecamere, tablet e stampante, possiamo vedere direttamente le immagini della sala operativa e viceversa». Soddisfatto il Prefetto, Giovanni Bruno: «Questo è anche un incentivo a progettare un sistema di sorveglianza. Ad esempio Corchiano non aveva telecamere, ora ha presentato un progetto». Presto le videocamere integrate arriveranno anche a Orte, sede di un importante snodo ferroviario.