Home Cronaca Morto Raffaele Trua: la città attonita e addolorata per la sua tragica scomparsa.
Morto Raffaele Trua: la città attonita e addolorata per la sua tragica scomparsa.

Morto Raffaele Trua: la città attonita e addolorata per la sua tragica scomparsa.

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Viterbo, 27 giugno 2020 – Come quando un brutto temporale esplode improvviso e spazza via il cielo azzurro e limpido di una giornata d’estate, con le nuvole che salgono repentine a spegnere  la trasparente la luce del sole: a volte la vita se ne va, così, all’improvviso, nel fiore degli anni, inaspettatamente, nello spazio di un attimo. Un’esistenza giovanissima, che sorride carica di promesse, si spegne dentro un baratro buio, dove restiamo a scrutare il fondo, alla ricerca di un perché, che non si trova mai. Raffaele Trua non ce l’ha fatta: il giovane viterbese di 24 anni molto noto e amato in città, si è spento ieri in tarda serata al Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato da quattro giorni, da quello, fatale, in cui la sua vita ha imboccato la strada del destino: la Sammartinese. Un incidente tragico. Sulle cause sono in corso gli accertamenti della Polstrada. Alla città resta, per ora, la narrazione macabra di una triste e inaccettabile storia scritta da un fato ineluttabile e crudele, la cronaca nera di pochi attimi drammatici, che hanno lasciato il segno, non solo nella sua famiglia e nei suoi cari, ma nei tanti amici, e nella città, attonita, addolorata, di fronte a una giovane vita che si spezza, così, come lo stelo di un fiore su un prato, strappato via da un’improvvisa raffica di vento. Senza un perché. Senza nemmeno il tempo di accorgersi, che è già accaduto. Il giovane Trua avrebbe sbandato con la moto, e dopo averne perso il controllo, è finito fuori strada, dove si è schiantato violentemente contro un albero nei pressi del cimitero di San Martino al Cimino. Immediati i soccorsi, con i sanitari del 118 che ne hanno subito constatato le gravissime condizioni, tanto da trasportarlo in elicottero in codice rosso al Policlinico Gemelli a Roma. Nella notte è stato sottoposto a un lunghissimo e complesso intervento. Ma ieri sera, purtroppo, è avvenuto il decesso. Su Facebook resta un’ultima immagine di Raffaele postata quel fatidico 23 giugno alle 13:41. A bordo della piscina, il giovane sembra assaporare uno dei primi giorni sereni di questa estate strana, segnata prima dal coronavirus, poi dal maltempo. Dietro di lui salgono dei banchi di nuvole, in una giornata che per il giovane Trua, di lì a poco, si sarebbe oscurata per sempre. In queste ore, sotto quella foto, si stanno succedendo innumerevoli commenti di tantissimi amici e di un’intera città che non lo dimenticherà. I primi scherzosi, i successivi, con il passare delle ore, cambiano tono, con l’arrivo della tragedia: «Mandorlino», scrive Giorgio; «Daje bello mio» è il pensiero di Andrea; «Ciao Roccia, ci mancherai» è il saluto di David; «Il Signore ti abbracci come in questo momento vorrei abbracciarti io, luce dei miei occhi, RIP» scrive Catia.  L’amico Jacopo Rubini: «A modo nostro – scrive – siamo maturati insieme, io diventando un professore, tu un uomo. Spalla a spalla. Ora fa buon viaggio amico mio. La Terra non dovrà esserti lieve, perché tu scalerai nuove cime, nell’elemento a cui i monti ti hanno portato più vicino: il cielo libero e puro».  C’è anche il commento di Andrea Micci, consigliere comunale di Viterbo e grande amico di Raffaele: «Sei il fratello minore che avrei sempre voluto, te l’ho detto tante volte, ma sempre troppo poche. Oggi mi lasci senza parole e con tante lacrime. Ti penserò sempre e rimarrai nel mio cuore. Sei unico Raffaè, ti voglio bene», scrive. Sui social, oggi, quasi ovunque, c’è un pensiero per Raffale e per la sua triste storia, che lascia sconvolti e ne fissa il ricordo per sempre nella comunità cittadina, sia in chi lo ha conosciuto, sia in chi, purtroppo, ha avuto modo di farlo in questa triste vicenda.

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmail.com

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.