Viterbo, 4 febbraio 2024 – Un museo dei portici più accessibile con l’abbattimento delle barriere architettoniche, grazie a un progetto PNRR di 225 mila euro, che ha visto la collaborazione de La Sapienza University di Roma e Archeoares. L’intervento è arrivato a conclusione in questi giorni ed è stato presentato sabato mattina nella Sala Regia di Palazzo dei Priori alla presenza della sindaca Chiara Frontini, dell’assessore all’Urbanistica Emanuele Aronne, del consigliere comunale delegato all’accessibilità del Patrimonio culturale, Ugo Poggi, del professore di urbanistica presso il dipartimento di pianificazione, design e tecnologia della Sapienza, Maurizio Errigo, di Gianpaolo Serone di Archeoares. “È la pietra angolare di un cammino rispetto al quale c’è molta sensibilità”, ha detto Frontini, nel segno di una “cultura accessibile a tutti”, per una “città più partecipata”. “Inauguriamo un percorso che durerà tre anni”, ha detto l’assessore all’Urbanistica, Emanuele Aronne, “Il museo dei portici sarà la stella polare per una città più inclusiva”. Intanto, però, qualcuno, dalla presentazione in Sala Regia, sarebbe rimasto fuori. Nessun invito, pare, sarebbe arrivato al Sodalizio dei facchini di santa Rosa che, invece, se lo aspettava, gestendo l’altro museo del circuito, quello dedicato al Trasporto. Quest’ultimo, inoltre, doveva trovare posto proprio sotto i portici, nei locali attigui a quelli rinnovati con il progetto di PNRR presentato sabato, finché l’amministrazione Frontini non avrebbe deciso di realizzare il museo multimediale della Macchina di santa Rosa presso la ex chiesa di Sant’Orsola. Anche in questo caso, sembrerebbe, senza coinvolgere i diretti interessati, ossia i depositari della tradizione del trasporto: il Sodalizio.