Viterbo – Tra gli scopi perseguiti con l’introduzione della “Zona a traffico limitato” in via San Lorenzo ci sarebbe quello di ottenere una maggiore tutela del centro storico, preservandolo dall’inquinamento del traffico veicolare e dall’azione deturpante dei pneumatici delle macchine sulle pavimentazioni. Ma in via San Lorenzo, con l’introduzione del varco, è stato proprio così? Sicuramente la minor presenza di auto ha risparmiato “atroci” sofferenze ai sampietrini, anche se solo di giorno, perché dopo le 20, quando il varco elettronico si spegne, San Lorenzo sembra il grande raccordo anulare con macchine che si imbottigliano in quello che, alla fine, è solo un grande vicolo della Viterbo antica, con pedoni costretti a spalmarsi sui muri per non finire sotto le ruote. In quanto a “tutela” e “riqualificazione” della strada essa appare appesa a “un filo”: di plastica, quello che mantiene in piedi un cestino per i rifiuti, staccato, chissà da quanto tempo, dal fondo stradale e adagiato a un ferro circolare che esce dalla facciata di un edificio, al quale è stato legato per sostenerlo e forse anche per non farlo portare via. 
Dall’altro lato della strada la situazione non appare migliore. Il decoro urbano “scricchiola” sotto quei grossi vasi che abbelliscono uno dei palazzi più pregiati di via San Lorenzo. Monumentali contenitori di metallo che offrono terreno a graziosi alberelli decorativi, ma che negli ultimi anni sono stati rosicchiati dalla ruggine alle loro basi nel punto in cui poggiano sui loro supporti con il rischio di cadere da un momento all’altro. Qualcuno deve averli notati. Sotto uno di essi, infatti, risalta un mattone che sostituisce nella sua funzione di supporto il “piede” scomparso. Dovrebbe trattarsi di installazioni private su suolo pubblico. Quel che è certo, è che se oggi ancora è viva la polemica sulla ztl, con divisioni tra cittadini, negozianti e politici su che fine farle fare, è per il fatto che il centro storico appare sempre più spopolato e ostaggio del degrado. La ztl su via San Lorenzo poteva essere l’inizio di un percorso, fatto di una serie di altre azioni finalizzate al ripopolamento e al recupero della qualità dell’area. Oggi, a vedere quel cestino a penzoloni e i vasi in quella condizione precaria, viene qualche dubbio che quel percorso sia andato oltre il fischio in “pompa magna” iniziale. Nei prossimi mesi vedremo quale sarà l’orientamento dei nuovi amministratori. “La Ztl non può essere tolta, ma va sicuramente rimodulata”, dice Giulio Marini (FI), “del resto se il centro storico si spopola, non va bene a nessuno, né ai commercianti, né ai residenti”. Almeno su questo punto, sono tutti d’accordo: città e politica.