Home Attualità Nuovo appalto servizi cimiteriali, i dubbi della minoranza sulla salvaguardia dei posti di lavoro
Nuovo appalto servizi cimiteriali, i dubbi della minoranza sulla salvaguardia dei posti di lavoro

Nuovo appalto servizi cimiteriali, i dubbi della minoranza sulla salvaguardia dei posti di lavoro

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Rinnovo del bando per i servizi cimiteriali: se n’è parlato ieri in commissione consiliare. Uno dei primi argomenti con cui si riaprono i lavori del consiglio comunale di Viterbo dopo la pausa estiva e il dopo santa Rosa, vista una certa urgenza dettata dal fatto che l’attuale servizio sarebbe scaduto il 30 giugno e prorogato al 31 dicembre. Considerando anche che questi mesi sono gli ultimi scampoli di mandato per l’amministrazione Michelini, gli uffici comunali dovranno ingranare la marcia sulla redazione dell’appalto.

In merito l’assessore competente, Maurizio Tofani, ha ribadito oggi in commissione che: “All’organo politico spetta definire l’indirizzo, ma non inserirsi nella stesura del bando”. E tra le linee che si vorrebbero imprimere all’affidamento del servizio, è unanime tra i consiglieri, l’indicazione di una clausola a salvaguardia del posto di lavoro delle circa 11 persone attualmente in servizio al cimitero San Lazzaro. Questo, almeno, nelle intenzioni. Si dovrà, infatti, vedere se, e come, sarà possibile inserire il vincolo di mantenimento al lavoro del personale esistente nel nuovo appalto.

In merito ha espresso perplessità il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Claudio Ubertini, sottolineando la formulazione, a suo avviso non troppo rassicurante, contenuta nella proposta di delibera. Nel documento preparato dagli uffici, infatti, si prevede “l’inserimento della clausola atta a garantire la stabilità occupazione del personale attualmente impiegato nella società che ora gestisce il servizio, fermo restando che il loro numero e la loro qualifica siano armonizzabili con l’organizzazione dell’impresa prescelta dall’imprenditore subentrante”. Sull’argomento ha portato il proprio punto di vista pure il consigliere comunale Giulio Marini (FI): “Con questo tipo di bando non c’è garanzia di salvaguardia del personale”, ha detto, citando alcune sentenze che avrebbero riconosciuto la riassunzione del personale nei casi in cui la manodopera superava del 50% il valore dell’attività. Ma questo non sarebbe il caso. L’assessore Tofani, però, ha assicurato di essersi “confrontato con forza con gli uffici” per trovare una soluzione sicura per il personale, annunciando, probabilmente, di esserci riuscito.

Il consigliere comunale Arduino Troili, invece, ha chiesto delucidazioni in merito al costo delle lampade votive. Secondo il suo calcolo, i cittadini pagherebbero quasi “tre volte in più la spesa dell’illuminazione”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.